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    17 December

    un pò di pace per Eluana!

    Ci risiamo. Dopo l'ennesima vittoria del sig.Englaro e la sentenza positiva della Cassazione, arriva l'ennesimo stop alla morte dignitosa della povera Eluana, da decenni in stato vegetativo. Mi chiedo il perchè di tanto crudele accanimento e soprattutto a cosa porti tutta questa ipocrisia di chi ci governa. Più voti nelle loro già grasse tasche da parte dell'ampio e triste serbatoio cattolico? per sentirsi a posto con le proprie coscienze? chissà perchè la coscienza esiste solo in questi casi, quando dobbiamo metterci a sindacare sulle sofferenze altrui, che non conosciamo e non possiamo permetterci di giudicare...e mai un rimorso o un interrogativo simile quando rubano a mani basse dall'alto della loro posizione di privilegiati e conducono una vita di lassi e sollazzi che un italiano medio può soltanto permettersi di sognare nel bel mezzo della crisi (dove ancora una volta NOI e SOLO NOI siamo chiamati a fare sacrifici...il gesto simbolico di abbassarsi gli stipendi stellari e i tanti privilegi A GRATIS di cui godono no, eh? fantascienza..). Del resto dove esiste il bel connubio tra Chiesa e Politica è una gara a chi è più ipocrita e più incoerente (vedi Casini, che predicava tanto bene e poi da separato andava tranquillamente in Chiesa a fare la comunione, cosa proibita ai comuni mortali ma non a lui ovviamente..), e questo trionfo di incoerenza si è materializzato in maniera esemplare al celeberrimo quanto ridicolo "Family day", una parata di politici divorziati, separati, con amanti, squillo e famiglie allargate a manifestare contro le famiglie di fatto...ci vuole coraggio, ma la faccia tosta in questo paese da barzelletta non manca!
    Mi chiedo che senso abbia strumentalizzare il caso di Eluana per le solite polemiche politiche e/o religiose...non ha tutto il diritto di morire in pace? del resto sono perfettamente d'accordo con chi giustamente osserva che, se non fossero esistiti i macchinari a cui è attaccata, se ne sarebbe già andata da un pezzo...ma a loro non interessa perchè di lei conoscono solo le fotografie che la ritraggono giovane, bella, nel pieno della vita, e quindi tutti giù a gridare all'omicidio. Mai uno che si sia offerto o abbia almeno proposto di vederla, andare a visitarla, verificare in quale stato di devastazione si trovi attualmente. E mai uno che si interroghi sulle ragioni di questo pover'uomo, questo padre che orgogliosamente l'ha seguita amorevolmente in questo calvario di anni e anni, dovendo combattere anche contro la malattia che, nel mentre, ha colpito la moglie. Sempre da solo. Le famiglie con persone malate gravemente, invalide, con handicap, vengono puntalmente abbandonate, emarginate, dimenticate. Si sentono tutti i giorni storie di persone che si annullano tra i sacrifici, le altissime spese e il dolore per seguire i familiari colpiti da questi mali. E i nostri politici sono impegnati a scialaquarli, quei soldi, a fare favori e intessere giochi di potere, di tutto il resto chi se ne frega. Che tristezza. Tutto questo perché a esserne colpiti non sono loro direttamente. Certo, è una situazione terribile che non si augura a nessuno, però vorrei proprio vedere se fosse toccato a loro, se ci fosse in quel letto la loro amata figlia, o madre, o sorella, o moglie, se avrebbero molta voglia di parlare a vanvera, pontificare e farne "un caso di coscienza". Penso che un pò di umanità in questi casi verrebbe fuori. Ma ovviamente sono utopie, perchè non sanno cosa significhi la vera sofferenza.
    Io un'idea per fargliela sperimentare ce l'avrei. Una bella serie di martellate sulle palle. Che sarebbe solo un assaggio infinitesimale!
    31 October

    "ISTRUITEVI, PERCHE'AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA NOSTRA INTELLIGENZA" (A.GRAMSCI)

    Le persone che hanno fatto il '68 hanno affermato che le mobilitazioni che ci sono state a quei tempi, nella piccola e pacifica cittadina di Sassari, erano nulla in confronto all'imponente manifestazione di ieri 30 ottobre, contro l'ormai legge Gelmini, imposta con la forza contro la volontà della maggioranza di studenti, insegnanti, sindacati ecc.
    Per Alitalia il confronto è durato mesi come un'agonia, i piloti hanno pestato i piedi e i sindacati più volte hanno sbattuto la porta. Sono stati inseguiti, assecondati, è stata fatta una maxi cordata...per la scuola italiana niente di tutto questo. Il confronto non c'è stato, anzi, è durato pochi minuti, perchè ricevendo gli studenti la Gelmini ha subito detto di non voler modificare nulla del proprio decreto. E allora che compromesso si poteva mai trovare ?! ma poi mi chiedo, di fronte agli scioperi quotidiani, le occupazioni, le manifestazioni pacifiche come quelle di ieri in tutta Italia, l'evidente dissenso...come si fa a ignorare una mobilitazione e un malessere tanto grandi ed evidenti, facendo finta di nulla e liquidando il tutto come "bugie della sinistra" come al solito? in altri tempi e in altri paesi più seri un ministro contestato così duramente si sarebbe come minimo dimesso. Ma siamo in Italia, dove i ministri guadagnano in un mese quanto un cittadino medio guadagna in almeno un anno di sacrifici, rinunciando al cinema, alla pizza fuori e allo svago diventati lusso per pochi, mentre loro hanno abbonamenti gratuiti a cinema, mezzi di trasporto, teatro, telefonini e pc gratis, ristoranti gratis ecc. Ormai sembra diventato un luogo comune, e nessuno si scandalizza. Siamo in Italia, dove il lodo Alfano consentirà alle prime 5 cariche dello Stato l'immunità dai processi, e non ci si scandalizza nemmeno. Dove vengono abolite le intercettazioni perchè i politici possano dormire sonni tranquilli nella propria corruzione, nelle raccomandazioni e tangenti di sempre, per agire indisturbati a muovere miliardi invisibili, mentre un poveraccio qualunque se ruba in un negozio finisce immediatamente in galera (e se ruba un pacco di biscotti ed è per giunta nero ancora peggio, esecuzione immediata e giustificata da gran parte degli italiani ariani, che hanno bisogno dei capri espiatori forniti dai media). Siamo in Italia, dove la sanità fa pena e ogni giorno negli ospedali muoiono persone o restano gravemente danneggiate per i tanti disservizi, ma la prima voce della spesa pubblica restano le spese militari e belliche. Dove si continuano a sfornare laureati su laureati nelle materie più assurde, precari su precari, che inizieranno a lavorare dopo i 30 anni se sono fortunati, o forse mai. Si vive di tirocini e stages, non pagati o solo con miseri rimborsi spese o poche centinaia di euro per 8 ore di lavoro a sfruttamento, di contratti a tempo determinato di una manciata di mesi, senza nessuna prospettiva. Poi ci si meraviglia della "fuga dei cervelli" all'Estero, dove i ragazzi italiani fanno ricerche che valgono il Nobel o prestigiosi riconoscimenti, mentre qui gli stessi prendono 800 euro se gli va bene, contro i 3-4000 di Germania e Svizzera.
    Hanno impostato la loro propaganda elettorale sull'abolizione dell'Ici, sulla riduzione delle tasse, e tutti giù a credere alle solite panzane e ai discorsi demagogici e semplicistici di chi non sa fare politica e gioca sui sentimenti peggiori della gente: il razzismo, l'indifferenza, le contrapposizioni nette ideologiche destra/sinistra, l'invidia. E ci riesce, rivelandosi vincente, perchè alla fine siamo un paese di mediocri dalla mentalità ristretta, servi del Vaticano e dello stato Pontificio che ragionano omologati e per sentito dire, in balia di una tv lobotomizzante e di giornali totalmente in balia del potere politico. Nessuno si è domandato da dove sarebbero stati presi tutti quei soldi che promettevano di recuperare...ovviamente sempre dalle nostre tasche anche se con altri sotterfugi nascosti, ovviamente tagliando non sugli sprechi pubblici, quelli veri di miliardi e miliardi (Brunetta fa tanto il prepotente contro i fannulloni della P.A., ma ai Ministeri non ci pensa nessuno e lì continuano a mangiarci cani e porci, così come in tanti altri posti). Ovviamente ci si accanisce contro la scuola, contro lo "spreco" di tre maestre (caspita, allora aboliamo direttamente l'insegnamento, i tanti specializzandi di oggi cosa ci stanno a fare?), si accorpano classi e si taglia pesantemente sulla didattica, ma non è un problema...mezza Italia, quella buona, che non si fa lavare la testa dalla propaganda e dalla demagogia politica, quella che ha capito che la qualità della scuola non è questione di essere "di sinistra" o "di destra", è scesa in piazza, come ieri, e nessuno ne tiene conto, prevale la linea dura tipica dello Stato di regime. Con tutte le tv compatte a censurare e mostrare solo ciò che fa comodo, l'opposto di quello che succede davvero.
    Nonostante gli striscioni colorati, le grida e gli slogan declamati da insegnati precari, genitori, bambini, studenti delle medie, delle superiori, universitari, sindacati e cittadini comuni, alla manifestazione di ieri c'era un'aria di tristezza, di chi sa che la propria voce non vale nulla confronto ai 4 signorotti cui siamo soggetti e sottomessi, senza diritto di replica. La pioggia battente non ha fermato il corteo, anzi, si è continuato a marciare decisi bloccando il traffico del centro, nonostante la pioggia dal cielo si accanisse senza pietà sui già "perdenti", e gli striscioni e cartelli colassero i colori di pennarello ormai sbiaditi. Ovviamente rispetto a questo era più urgente finanziare le banche e fare affari con mafia e camorra, come succede da sempre, niente di nuovo in Italia. Povera Italia, e poveri noi, che abbiamo la sfortuna di vivere la nostra giovinezza in una delle pagine peggiori dell'ultimo mezzo secolo... 
    17 October

    Emanuele

    Qualche anno fa ho conosciuto un bambino di nome Emanuele, e mi sono occupata di lui. Un bambino che, comunemente sarebbe definito come portatore di handicap fisico e mentale, o più brutalmente "ritardato". Ma, nonostante la sua mente si fosse fermata a qualche anno prima e si fosse dimenticata di crescere con lui negli anni, c'era qualcosa in lui che compensava tutto questo. Una profonda sensibilità e un animo puro e delicato, come un debole fiore scampato all'inverno che oscilla al vento, rischiando di essere reciso da nuove tempeste. Riusciva a comunicare con gli occhi, enormi occhi castani dallo sguardo malinconico e spesso triste. Come se si portasse consapevolmente dietro il peso della sua condizione, e pensasse di essere un peso per gli altri, come se avvertisse e vivesse in tutta la sua disumanità la sua "tragedia". Gli mancava la mamma, donna poco attenta che pareva non aver mai accettato la sua condizione, piena di attenzioni solo per l'altro figlio "normale" e pronta ad affidare Emanuele ad altri, il più a lungo possibile. Imparando a conoscerlo ho iniziato a intuire lo scoppio delle sue crisi, che iniziavano sempre allo stesso modo, come nubi prima di un temporale. "Mamma", iniziava a chiamare nel vuoto. Il lamento si faceva più insistente, accompagnato da smorfie del viso che si contraeva in disperazione. Fino a esplodere in un pianto disperato, accompagnato sempre da quel richiamo "mamma, mamma". Spesso accompagnava queste crisi con gesti di isolamento, come il gettarsi sul letto nascondendo la testa nel cuscino. Per quanto cercassi di calmarlo, di abbracciarlo, di consolarlo, non c'era verso di distrarlo fin quando non era lui a decidere. Mi sentivo impotente e incapace di comprendere l'enorme mistero dei sentimenti umani.
    E, tuttavia, sentivo che non c'era niente di più normale in questo sfogo di bambino.
    E non ho mai più visto nè percepito un modo altrettanto forte di esprimere e manifestare il dolore interiore.
    16 October

    La stronza signora di Ivrea

    Qualche mattina fa mi reco all'INAM con un'impegnativa per prendere un appuntamento con uno specialista per una visita medica.
    In sala d'attesa si prende il numeretto stile salumeria (ma la salumeria è più pulita però...).
    Aspetto il mio turno insieme a un gruppetto di persone, che come capita spesso discutono del più e del meno.
    Una signora dalla bionda tinta scialba,in tuta ma con vistosi anelli e collane, inizia a parlare con una fastidiosa erre moscia:
    "L'ultima volta che ho fatto qui 1visita medica sono rimasta di-sgu-sta-ta. Tutto arretrato, poi quel cardiologo per carità...non avevo documenti e non ha voluto accettare quelli di mia figlia come garante, incredibile! ho preso in mano il mio telefono e gli ho detto: lei non ha che da scegliere chi devo chiamare, la questura oppure i carabinieri..."
    E via dicendo. Rimango un pò perplessa e già leggermente infastidita. Di mattina presto questo tono da nobilotta decaduta fa a un pò a pugni con i biscotti ingollati velocemente a colazione...ma la nobildonna, imperterrita, continua:
    "Certo che qui in Sardegna la sanità fa proprio schifo...a Ivrea è dal 1980 che abbiamo i tesserini magnetici per prenotare le visite, figuratevi..."
    (ehm...perché Milady non se n'è rimasta a Ivrea sui monti con Annette, inizio a domandarmi?!)
    A quel punto una signora, per cordialità, commette l'errore di darle corda:
    "Beh non ha tutti i torti, noi sardi proprio siamo indietro su molte cose, e poi ci siamo svenduti per pochi centesimi la Costa Smeralda e guardi cosa è oggi, i sardi ne sono tagliati fuori e le spiagge più belle sono tutte riservate ai vip..."
    A quel punto interviene un'altra donna seduta poco distante, che come la signora di Ivrea deve aver mangiato pane e simpatia infarcita di miele:
    "Ma cosa sta dicendo per favore, adesso non diciamo fesserie!- sbraita improvvisamente, con un tono di voce stridulo che fa sobbalzare perfino un sonnolento vecchietto accanto a lei-io prendo la macchina e me ne vado dove voglio al mare, certo non siamo in mezzo alla mondezza, ma cosa sta dicendo! le spiagge della Costa Smeralda poi sono libere a tutti anche se vanno i VIP!"
    "ma guardi- ribatte la povera donna aggredita, sempre pacata- quest'estate non mi hanno fatto neppure avvicinare a una spiaggia perchè stava sbarcando Marta Marzotto, mi dica lei..."
    "Ma io- si intromette Milady Sabauda- veramente sono andata a Capriccioli e alle spiagge più esclusive senza problemi...vabè che SE UNO HA I SOLDI VA DAPPERTUTTO...E POI QUANDO SILVIO BERLUSCONI ATTERRA AD OLBIA, MIO MARITO VA A RICEVERLO CON TUTTI GLI ONORI!"
    A quel punto freno il pitbull che è in me che vorrebbe tanto reciderle la carotide e fagocitare il filo di perle in un boccone, ma mi limito a sbuffare come un toro che vede sventolare il fazzoletto rosso e ribollisco peggio del Vesuvio, guardando la mia compaesana sarda con uno sguardo ironicamente compassionevole.
    Dopo un pò è il turno di una vecchietta smarrita, che non capisce nemmeno dove si trova. Io e l'altra sarda l'aiutiamo ad alzarsi e raggiungere la sala prenotazioni (mentre la donna di Ivrea non muove un dito e, anzi, con aria fintamente ignara cerca più volte di passare avanti ma mi stendo davanti alla porta, pronta a lottare con la vita piuttosto che cederle il posto).
    "Io i figli di quella povera signora li avrei fucilati, è vergognoso!- sbotta Milady- questa donna mi ha chiesto soldi perchè non poteva permettersi neppure la bombola del gas...ma quando mai dei disagiati chiedono denaro alle persone...da noi queste cose non esistono! a Ivrea esiste la Caritas, che offre un pasto caldo e tutti gli aiuti ai bisognosi, così non devono far la carità, bla bla bla..."
    No, è troppo. L'ultima parte del discorso non riesco a coglierla perchè sono già partita. Le rido letteralmente in faccia e la interrompo sbottando:
    "Beh veramente signora ESISTE ANCHE QUI LA CARITAS! come tutta Italia del resto. E le assicuro che a Sassari c'è una rete di volontariato veramente valida ed è pieno di persone che aiutano i disagiati come li chiama lei. Se poi qualcuno è tagliato fuori, può anche succedere!"
    "Si, ma a Ivrea..."-prova a obiettare Milady, sconvolta che qualcuno abbia osato contraddirla!!
    "SIGNORA, MI FACCIA IL PIACERE CON IVREA, HO VISSUTO UN ANNO A TORINO E LE POSSO GARANTIRE CHE LE SITUAZIONI DI DISAGIO CI SONO ANCHE LI ANZI LE DIRO' DI PIU', CHE NESSUNO SI FERMA SE UNO SI ACCASCIA PER LA STRADA!"
    La donna ci riflette, mentre io tiro fuori i guantoni del pungiball pronta a scatenare la rissa. Senza maria de filippi come moderatrice è difficile avere dialogo con certa gente :P
    "Non so guardi come funzioni a Torino, ma a Ivrea...e comunque da noi certo le persone non chiedono soldi così".
    "Ah no? no?" a quel punto sono talmente accecata dall'odio che cerco di calmarmi e le giro la faccia ringhiando, mentre il mio ragazzo impassibile sogghigna divertito dalla mia reazione furibonda.
    Per fortuna tocca a me. Entro continuando a fumare e a sbottare col mio ragazzo: "Ma l'hai sentito cos'ha detto? ma come si permette? ma io non lo so roba da matti...ma perchè questa gente non se ne resta a casa sua se gli fa tanto schifo bla bla.."
    Siparietti che capitano...sono felice di non essere la figlia della simpatica Madama di Ivrea!
    12 October

    IMPORTANTE: FIRMA ANCHE TU CONTRO IL LODO ALFANO!

    E' iniziata dall'11 ottobre, nelle principali piazze italiane, la raccolta firme necessaria a presentare un referendum contro il Lodo Alfano. Andare a firmare è importante perchè consente di raggiungere il numero di firme necessario alla petizione, ed è uno strumento che permette di esprimere il nostro dissenso sugli ennesimi privilegi concessi alle autorità politiche.
    NON HANNO GIA' ABBASTANZA PRIVILEGI ? uno dei primi provvedimenti del Governo è stato ovviamente a loro favore, per renderli immuni dai processi. E per il cittadino comune cosa si sta facendo ?
    Per saperne di più vai sul sito www.antoniodipietro.it e clicca su "FIRMA E FERMALI !", e cerca sulla "Mappa della Legalità" la piazza più vicina a te nella tua città.
    07 October

    erano amici

    A volte mi capita di riflettere sull'amicizia, in particolare su quanto spesso sia unilaterale e, forse, sopravvalutata. E'naturale, nella vita, prediligere alcune persone che stiano al proprio fianco per condividere il cammino complicato e tortuoso della vita. Ci si aggrappa a chi si vuol bene per non cadere, per sfogare le proprie paure, ansie, frustrazioni, ma anche solo per condividere un segreto, un pettegolezzo, una risata spensierata. L'amico racchiude semplicemente tutto questo. Poi ci sono gli amici "conoscenti" e gli amici veri, quelli con cui si scava nel profondo dell'anima e con cui ci si sente legati dal filo rosso e indissolubile dell'amicizia, come narra un'antica leggenda giapponese. Ci si può anche non vedere tutti i giorni, ma è come se certe presenze fossero costanti nella vita e ci stessero accanto come spiriti positivi, sempre pronti per un consiglio o anche solo per rassicurarci.
    A volte però capita che il filo rosso si assottigli o si sfilacci. E'un processo lento e graduale, di cui spesso non riusciamo appieno a cogliere l'essenza, a comprendere quali mutamenti abbiano avvolto quello che, fino a poco tempo prima, avresti giurato fosse un rapporto consolidato. Non passa giorno senza cui pensi a quelle persone che fino a ieri riempivano le giornate e che oggi le lasciano vuote. Vorresti tendere la mano, fare un passo in avanti, oltre il dirupo dell'indifferenza e delle incomprensioni, ma al tempo stesso hai paura di cadere nel vuoto, e che la terra si sgretoli definitivamente sotto ai tuoi piedi.
    Il colore vivace del tempo trascorso assieme si tinge di opaco e sembra quasi spegnersi. Passi il tuo tempo a interrogarti e spremere te stessa come un limone, chiedendoti di continuo cosa sia successo, cos'abbia sbagliato, se sia stata paura - oppressione- indifferenza- stanchezza il fattore che ha allontanato da te una persona che amavi. Purtroppo succede, inutile farsene delle colpe reciproche. Sarà il peso degli anni che logora la qualità di un rapporto, sarà la distanza che trasforma le relazioni in rapporti virtuali e discontinui, senza sapore. Sarà la tua stessa inquietudine, che contagia chi ti sta intorno come un morbo, perchè magari è diverso, vive la vita con un altro spirito e non ha più il tempo o la voglia da dedicare ai tuoi problemi o alle tue preoccupazioni, che ci si stanca di condividere. Bisogna farsi forza e prendere atto di tutto questo, nonostante resti in bocca un sapore amaro e dei puntini di sospensioni indefiniti, nell'incertezza di poter un giorno completare una frase a metà.
    24 September

    per abdul...

     Addio Abdul già dimenticato al funerale

    PIPPO DELBONO

    Questa mattina mi sono svegliato presto e mi sono vestito elegante per andare a Cernusco sul Naviglio al funerale di Abdul Graibe detto Abba, nero, morto ucciso a Milano. Per un piccolo furto, rincorso e bastonato a morte.

    Non vado mai ai funerali delle vittime famose, ai funerali degli artisti importanti, dei caduti per difendere la patria, non sono andato alla passerella di lutto dei morti della ThyssenKrupp. Ma questa mattina ho deciso di andare. A Cernusco sul Naviglio, un paesino nell’hinterland milanese. In una giornata di pioggia. Arrivato lì, vedo con sorpresa che c’è poca gente. Per la maggior parte neri. Vicino alla bara di Abdul i parenti, gli amici, qualche bianco. Alcuni piangevano, altri guardavano con gli occhi vuoti il feretro. Ho cercato le corone di fiori. Erano quattro, o forse cinque. Piccole. Una di un gruppo di donne, una della Provincia di Milano. Basta. Non c’era nessun’altra corona. Di Comune, Stato, Chiese, Sindacati, Comunisti.

    La sala che ospitava il feretro, una sala auditorium quasi vuota. Litanie come lamenti, cantati con discrezione, forse per non irritare i laboriosi vicini milanesi. Un uomo, che poi ho capito che era il padre di Abdul, accoglieva le persone, sorridente. E ringraziava. Un altro uomo vicino a lui, più giovane, il viso disperato dove si vedeva la rabbia. C’era qualcosa di antico, di poetico, di unico, di straordinario in quel commiato delicato che non voleva fare troppo rumore. Non ho visto nessun politico importante, nessun prelato importante, nessun artista importante, nessun giornalista importante.

    Qualcosa come una rabbia mischiata al pianto mi è salita nell’assistere al funerale di quel martire negro, diverso da quelli bianchi onorati e rimborsati vicino ai quali i nostri fantocci politici si fanno volentieri vedere con gli occhi rossi. Quelle poche persone presenti salutavano e abbracciavano la famiglia come se stessero entrando nella loro casa. C’era in quell’atto di commiato funebre una bellezza, una poesia, una sacralità che è ormai impossibile vedere nel mio Paese. Volgare, fascista, razzista. Mascherato da finto cattolicesimo, finto comunismo, finto pietismo. All’uscita su un piccolo quaderno ognuno scriveva il proprio nome, o un saluto a questo uomo ucciso dalla volgarità e dimenticato.

    «Ciao Abdul e scusami per questo paese di m.», gli ho scritto io. A poco a poco l’esiguo corteo si è avvicinato in silenzio alla bara. Il padre di Abdul restava lì fermo con gli occhi lucidi e il viso sorridente, portando una dignità più forte del suo dolore. E prima di salire su una macchina, quasi come un ultimo regalo sublime di civiltà, libertà e saggezza a quei pochi presenti, con un dolce sorriso ci ha detto: «Grazie a tutti, l’affetto che mi dimostrate in questo momento serva a una giustizia vera». Grazie al papà di Abdul, grazie a Abdul, che mi avete regalato in questa giornata grigia, triste, drammatica, scandalosa di inizio autunno, uno squarcio di luce.

    La Stampa
    15 September

    terra madre...2 anni ke me lo sognavo...

    Terra Madre: presentata a Roma l'edizione 2008

    Oggi a Roma, presso la sede della Stampa estera, è stata presentata la terza edizione di Terra Madre, il meeting internazionale delle comunità del cibo, che si svolge dal 23 al 27 ottobre a Torino ed è realizzato da Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food, in collaborazione con Coldiretti Piemonte e Fondazione CRT.

    Terra Madre (www.terramadre.info) ospiterà 1678 comunità del cibo provenienti da 153 nazioni composte da 3587 contadini, allevatori, pescatori e produttori artigianali dell'agroalimentare, 818 cuochi, 265 docenti universitari e rappresentanti di istituti di ricerca, 869 studenti, 216 musicisti, 712 osservatori, tecnici e istituzioni. L'avanguardia mondiale del cibo buono, pulito e giusto.

    Novità di questa terza edizione sono i giovani, universitari e contadini; perché la terra dovrà tornare in futuro a essere al centro delle tematiche mondiali e dell'attenzione della politica, e solo attraverso il contributo delle nuove generazioni si può pensare allo sviluppo di un modello di vita alternativo per un’agricoltura a dimensione locale e umana.

    Il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Luca Zaia ha voluto insistere con forza su questo tema. Nel messaggio diffuso durante la conferenza stampa ha esordito: «Senza giovani non c’è agricoltura. È fondamentale riscoprire e affermare il valore di nuove professionalità, riconoscere finalmente il valore di chi guarda al futuro forte della propria identità, di quel rispetto per un patrimonio di biodiversità, sapori, saperi e giustizia sociale. Dobbiamo combattere lo sgretolarsi delle identità che avviene ogni giorno sulle nostre tavole e puntare a un futuro che parte dal produttore e arriva al consumatore. Vogliamo rafforzare la vendita diretta, privilegiare i prodotti di stagione, perché la frutta e la verdura non sono solo ciò che vediamo sugli scaffali dei supermercati ma ciò che viene coltivato nei campi vicini ai nostri paesi e alle nostre città. Dobbiamo insegnare ai nostri bambini che il latte lo fanno le mucche nella stalla e non esce dalle scatole confezionate».

    Quest'anno Terra Madre coinvolge anche le Nazioni Unite attraverso una serie di iniziative che saranno sviluppate dall'UNICRI, grazie al sostegno della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri.
    Sandro Calvani, direttore dell'UNICRI ha dichiarato: «L'esperienza di Terra Madre indica strade percorribili per raggiungere gli Obiettivi del Millennio dell'ONU; la collaborazione investe temi quali il diritto alla terra e la difesa dei vulnerabili».

    Infine Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food: «Terra Madre è un elemento di forte identità per le comunità contadine che sono il futuro del mondo. Bisogna quindi lavorare perché queste realtà siano protette e aiutate, non con finanziamenti a pioggia ma con interventi politici forti volti a valorizzare il loro lavoro. È scandaloso che negli ultimi anni i prezzi dei prodotti siano decisi da tutti meno che dai contadini e in modo particolare che i prodotti agricoli siano diventati commodities soggette a speculazioni».
    Illustrando gli elementi di novità di questa edizione, Petrini ha messo l'accento sul forte dialogo tra Terra Madre e Salone del Gusto: «Quando si parla di cibo, di cultura gastronomica, di educazione alimentare, di sensibilità ambientale l'aspetto ludico e quello etico devono essere un unicum, non contrapposti. Non c'è conoscenza senza piacere, né piacere senza conoscenza».
    Continua Petrini: «Oltre ai giovani, che rappresentano la speranza, a Terra Madre quest'anno sarà protagonista la musica. Si tratta di gruppi legati alla tradizione contadina, ancora fortemente impregnata di musica e poesia. Bisogna abbandonare l'idea di un'agricoltura vista attraverso la lente dell'industria: questo modello ha svuotato la realtà rurale di una sacralità che aveva come centro la terra, la natura e l'uomo».

    Il Salone Internazionale del Gusto (www.salonedelgusto.it) si tiene negli stessi giorni a Lingotto Fiere, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, ed è alla settima edizione. Le due manifestazioni dell'ottobre torinese rappresentano un vero e proprio viaggio alle radici del cibo, dalla tavola alla terra e dalla terra alla tavola, andata e ritorno.

     

     




    Per scaricare in pdf l'elenco completo delle comunità clicca qui



    Ufficio Stampa/Press Office Salone del Gusto – Terra Madre:
    c/o Slow Food: Tel. +39 0172 419653 /45/66/12 press@slowfood.it Fax +39 0172 419725
    c/o Regione Piemonte: Tel. +39 011 4323312 ufficiostampa.giuntaregionale@regione.piemonte.it
    c/o Comune di Torino: Tel. +39 011 4423606 raffaela.gentile@comune.torino.it
    www.salonedelgusto.it / www.salonedelgusto.com / www.terramadre.info


     

     

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    14 September

    vengo dopo il tiggggi

    Chi sono ? dove vado? che ci faccio qui? ma soprattutto...perché mi sto perdendo la prima fantastica puntata del "Ballo delle Debuttanti" su canale 5 ? presentato da Rita dalla Chiesa, come se Amy Winehouse conducesse "A sua immagine"...
    Ma poi...ma chissssssenefrrrr.... Linguaccia
    13 September

    riflessioni

    L'insoddisfazione ha i contorni di una giostra. Quando vi sali giri con essa, in un vortice confuso dai contorni sfocati, dove luci e suoni si frappongono in una miscela simile all'overdose. Talvolta riesci a scendere per breve tempo e saltare a terra, a piedi uniti e con una certa decisione, negando tutto ciò che giace alle tue spalle. Ma sono frammenti di attimi, sparsi al vento come coriandoli, inconsistenti rispetto al divenire delle cose. Ogni fermata un pensiero perverso, dal sapore amaro, che si ripete perpetuo. L'insoddisfazione ha i contorni labili e amari di una giostra, da fuori sembra una caramella colorata, dentro il liquore è aspro e cattivo.
    31 August

    Salvateci dai padani

    Ho avuto l'ennesima conferma dell'educazione e dei bei modi cavernicoli di coloro che proclamano la propria superiorità su noi poveri terroni...
    All'alba sbarchiamo con la macchina dalla nave Grimaldi nel porto di Genova, direzione Bologna. Intorno a noi la folla di ex vacanzieri che rientrano alle loro afose e inquinate città dopo una parentesi presso il limpido mare sardo.
    Stranamante hanno fretta di tornare, evidentemente, dato che sia all'uscita della nave che all'imbocco dell'autostrada una serie di macchine e Suv targate rigorosamente MI e TO, stracolme di bagagli e famiglie nevrotiche, ci tagliano ripetutamente la strada, preferendo di gran lunga rischiare lo schianto che dare una precedenza...
    Dopo aver macinato un bel pò di km facciamo una sosta in un autogrill lungo l'autostrada verso Milano, direzione Piacenza. Qui mi incammino verso le scale e, prima ancora di arrivare alla porta, vengo letteralmente spinta da una signora che esclama molto garbatamente "PERMESSO!" e mi passa avanti. Poverina, forse si stava cagando addosso e ha dimenticato il galateo nel suo possente didietro. Anche questa, ovviamente, accento rigorosamente padano doc!
    Non contenti entriamo in autogrill, e facciamo la fila per ordinare qualcosa al bar, con una coda molto poco anglosassone di persone spazientite che sbuffano e cercano in tutti i modi di prevaricare e superare chi sta davanti, sventolando scontrini come bandiere. Finalmente riesco a farmi largo con mio padre al bancone e ordiniamo.
     
    Io: - Un cappuccino d'orzo.
    Cameriera (scioccata e con disprezzo): - COSA?!
    Io (ripeto):- Un cappuccino d'orzo.
    Lei: (dopo cinque minuti in cui l'Australopitecus che le mangia il cervello mette a fuoco la frase): AH, UN CAPPUCCIO!
    Io: (la guardo tra l'incredulo e l'ironico): - Eh, un cappuccio...
     
    UN CAPPUCCIO! strilla a quello che le sta dietro, mentre tutt'intorno è un vociare di milanesi e simili che reclamano anche loro "un cappuccio".
    Ora, dico io, non è la prima volta che succede, ho avuto esperienze simili anche a Torino. Se non sapete parlare un italiano corretto e storpiate tutti i termini credendovi nel giusto, non è colpa mia. Parlando con mia cugina genovese è saltato fuori più volte, ammesso da loro stessi, che il nostro italiano è più corretto del loro. Possono imitarci l'accento e prenderci per il culo, ma sullo Zingarelli (sempre che sappiano cosa sia) se io cerco "Cappuccino" esiste e con tanto di significato corrispondente, quindi è inutile che facciano finta di non capire finché non dico "Cappuccio", che non è esattamente la stessa cosa. O forse devo chiedere un cappuccino quando vado a comprarmi una giacca a vento?! E poi Cappuccino è universale, lo usano anche in America, ma nell'entroterra ligure-piemontese non hanno idea di cosa si stia parlando.
    E vabbe....
     
    Non finisce qui!!! torno verso la macchina e apro la portiera, sistemandomi per saltare al posto accanto al guidatore, che, possedendo mio padre un Land Rover, è piuttosto alto e richiede quindi un attimo di rincorsa per me che sono bassa. Non faccio in tempo ad aprire la portiera che mi accorgo di averla leggermente poggiata contro la macchina nel parcheggio accanto. Va rimarcato che suddetta macchina, quando stavamo scendendo dalla nostra vettura all'arrivo, ci stava letteralmente investendo pur di non fermarsi e lasciarci passare, sgommando per mettersi nel parcheggio (con altri 20 vuoti tutti intorno, ma gli piaceva quello)...all'interno una coppia di arcigni vecchiacci. Quando sposto la portiera per chiuderla lui mi grida da dietro il finestrino con una smorfia deformante: "Ecco, brava, brava!".
    Lo guardo allibita, con la tentazione di mollargli all'istante uno sganassone su quel muso da pitbull in andropausa e/o avviarcelo a quel paese, per non dire A FANCULO.
    Mi trattengo ingoiando la bile e gli dico sarcastica "Mi scusi, eh!". Lui ha la faccia anche di rispondere e sbotta "si figuri".
     
    Dulcis in fundo, alla sosta successiva in autogrill, prendiamo una serie di bottigliette tra bibite e acqua fresca, essendo la temperatura prossima ai 40 gradi (in realtà saranno una trentina, ma la cappa che giace sulla pianura padana avvolge tutto come una trapunta in pile, surriscaldando il vetro come in una serra). Esco e mia madre mi chiede di rientrare per comprare i giornali. Che, però, sono vicini alle altre casse. Faccio la fila pazientemente tra le solite ignote facce da culo, e al mio turno porgo i giornali per pagare.
    La cassiera, che dev'essere parente per intelligenza della tipa del precedente autogrill, mi guarda malissimo, indica le bibite e fa:
    "E queste? le ha pagate?"
    E io, già spazientita "Si, le ho pagate prima al bar".
    Silenzio. Continua a fissarmi come se volesse incenerirmi.
    Col solito sarcasmo le faccio: "Vuole vedere lo scontrino?"
    E senza aspettare la sua risposta frugo in tasca e le porgo lo scontrino sgualcito.
    Quella, più diffidente che mai (la famosa solidarietà padana, della serie non fidiamoci nemmeno di chi ci abita accanto in quanto probabilmente è un rapinatore-spacciatore-serial killer) prende lo scontrino e si mette a esaminarlo minuziosamente, come un esattore delle tasse. E ha anche il coraggio di dire:
    "Ma qui ne ha pagato una sola di bottiglietta!"
    "Come sarebbe a dire, le ho pagate tutte, guardi bene, altrimenti non potrebbe essere quattro euro"( a meno che a casa sua non faccia le addizioni con le palline colorate o una bottiglietta d'acqua costi la bellezza di 4 e passa euro).
    "Ah, si" dice, ma ancora poco convinta.
    Le prendo lo scontrino di mano e me ne vado incazzata, senza nemmeno un saluto.
     
    Tutti questi personaggi, dopo l'incazzo iniziale, mi fanno pena. Tanto io dopo me ne ritorno a casa, loro hanno il cervello corroborato dai gas serra.
    25 August

    Horror vacuiii

    ORMAI L'ATTUALE GOVERNO MI FA TALMENTE TANTO RIBREZZO CHE AL CONFRONTO E' MENO TRASH IL GONNELLINO SCOZZESE DEL PRINCIPE CHARLES Sarcastico
    31 July

    ancora profonde riflessioni...

    Sfogliando un giornale mi imbatto nell'importantissima notizia che presto saranno svelati i nuovi MEMBRI della prossima edizione de "L'Isola dei famosi".
    Alcune anticipazioni: Flavia Vento, Massimo Ciavarro, Vladimir Luxuria, Giucas Casella...
    ehy aspetta un attimo: vuoi vedere che con la sola imposizione dello sguardo Giucas farà sparire il cazzo dal bikini di Luxuria?! Linguaccia
    23 July

    SAW-profonde considerazioni...

    Penso che la peggior tortura che potrebbe farmi L'Enigmista sarebbe costringermi a vedere "L'Enigmista".
    Linguaccia
    13 July

    Ma in che cazzo di società limitata viviamoooo

    Gay a visita leva? Nuovo esame patente. Condannati due ministeri

    Reuters
    Reuters - Sab 12 Lug - 16.34

    ROMA (Reuters) - Un giudice di Catania ha riconosciuto 100.000 euro di risarcimento ad un ragazzo di 26 anni che è stato discriminato per la patente, dopo avere dichiarato di essere gay alla visita di leva. Lo si legge nella sentenza che stamani l'avvocato del giovane ha divulgato ai media.

    Condannati dal giudice civile Ezio Cannata Baratta al pagamento dei danni morali sono i ministeri della Difesa e dei Trasporti, che devono versare anche 10.000 euro per il rimborso delle spese processuali.

    La storia di Danilo Giuffrida, catanese, inizia con la visita di leva all'ospedale militare di Augusta nel 2001, dove il giovane dichiarava la propria omosessualità e per questo veniva rimandato a casa per "disturbi dell'identità sessuale".

    Cinque mesi dopo Giuffrida si vede recapitare una lettera della Motorizzazione civile che dispone la revisione della patente e in cui si ricorda che secondo l'ospedale militare lui non avrebbe avuto "l'idoneità psicofisica" per guidare la macchina.

    Dopo l'esame di revisione, che il giudice definisce "mortificante, illegittimo e discriminante", la Motorizzazione lo riconosce idoneo, ma "solo per anni uno", senza che sia accertata alcuna patologia.

    Da qui inizia la battaglia legale di Giuffrida per ottenere il risarcimento dalle istituzioni.

    Il giudice civile nella sua sentenza ha detto che "i comportamenti tenuti dall'amministrazione appaiono in evidente discriminazione sessuale del Giuffrida e in evidente dispregio dei principi costituzionali" di libertà ed eguaglianza di fronte alla legge.

    Cioé...si commenta da sola 'sta notizia vaaabé...non erano già abbastanza squallide le domande del servizio di leva tipo "ti piacciono i fiori"? (e quindi????), da quando in qua questa virilità formale è estesa pure alla patente di guida...ma robe da matti...mica devi guidare con il culo, e non c'è nemmeno il sellino...Linguaccia no dai questa potevo risparmiarmela meglio smetterla o la CAZZAZIONE condanna pure me Animoticon evviva il Giuffrida!!!! (e il suo avvocato, o principe del FORO...AHAH bastaaa) Cuore rosso

    10 July

    un paio di siti interessanti

    www.chiaianodiscarica.it     dove è possibile firmare una petizione per sostenere gli abitanti di chiaiano e dintorni nella loro lotta. firmate firmate!
    www.ammazzatecitutti.org sito internet dell'associazione di giovani contro la 'ndrangheta e la mafia in generale
    www.libera.it  associazione contro le mafie
     
     
    vogliono metterci in Sardegna il sito unico NAZIONALE di scorie radiattive (probabilmente nelle ex miniere del Sulcis) e costurire un grande reattore nucleare nell'oristanese, tra arborea e santa giusta. Ora, siccome esiste un referendum in cui i cittadini italiani si sono già espressi da vent'anni contro il nucleare, siccome non siamo la pattumiera d'italia e le scorie se le possono mettere sotto il culo o nel giardino delle ville dei mafiosi che sicuramente gestiranno gli appalti, vi invito a firmare la petizione per il referendum regionale (occorrono diecimila firme da presentare). Tutti sono a rischio, anche se vogliono farci credere che non ci siano pericoli ambientali e per la salute, perché investire nelle energie pulite non conviene a nessuno, ci sono troppi giri d'affari delle ecomafie per sprecare questa occasione e chi ci governa ed è connivente da sempre con la malavita organizzata lo sa bene...come dice il sito internet di scanzano jonico (l'ultimo sito individuato per le scorie e teatro di un'imponente mobilitazione nel 2003) tutti i paesi potrebbero essere come scanzano. Anche il tuo.
     
    28 June

    considerazioni lampo sui naturisti

    Ma cosa ci troverà uno nell'andare in spiaggia ignudi? non x moralismo (sì,io, figuriamoce), ma perché insomma, questo sfoggio del corpo...andarsene in giro nudi quando io, invece, vorrei mettermi la tuta da palombaro ogni volta che sono in spiaggia...meno male ancora non c'è troppa gente, ma a breve riapriranno la caccia alle balene se mi vedono imperversare in bikini sul litorale nord ovest...
    comunque questa esposizione di cazzi e fighe al vento, per non parlare di tette non sempre da coppa di chamapagne (al massimo da stirare x togliere qualche grinza, si sa mai...ma si dirà x quello "vento in poppa"?)...non so perché ma mi inquieta...e se ti si attaccano addosso granchi e stelle marine o un'ape ti punge proprio nel bel mezzo dei tuoi gioielli? direi di destinare le spiaggie x cani anche ai naturisti, almeno le povere bestie, sempre in cerca di un angolo di natura per segnare il proprio territorio, potranno sbizzarrirsi correndo beati facendo la corsa dei pubi all'ostacolo...ogni tristezza però!!!
    27 June

    Le ZOCCOLE will save the world!!!!!!!

    Dopo lo sdogamento dell'anno scorso del prestigioso IED torinese, con la mia ormai celebre coreografia di Umbrella di Rhianna in mezzo ai banchi dell'aula Mac (con tanto di umbrella pieghevole al seguito, non so se mi spiego cioè...), nonché la danza del ventre di Shakira con il video proiettato sul muro da you tube (beh scusate un master in ambiente serve anche a questo)...
    quest'estate, a grande richiesta, io e Massimiliano, alias il Garrison sabaudo, ci esibiremo in una fantastica coreografia sulle note di "4 minutes": lui nei panni di Justin, anche se a fatica temo che riuscirà ad adattare la sua capigliatura anni '80 (+ adatta forse a un video di caparezza ihihi) alla fastidiosa frangetta di Timberlake; io ovviamente mi devo sacrificare per infilarmi la sobria tutina sadomaso aderente di Madonna, o meglio ancora l'orrido baby doll bianco che sfoggia alla fine (va bene lo stesso una canottiera delle bancarelle del mercatino?!).
    Su una cosa però siamo entrambi d'accordo: il clou del videoclip sarà lo stacchetto su rulli delle casse della CRAI (possibilmente quella di Corso Vittorio, laddove nessuno se l'aspetta. Se vai a farlo al Di x Di tipo in Corso Giulio Cesare sarebbe l'ultimo dei loro problemi, presumo abbiano visto di peggio) Linguaccia 
    avendo deciso tutto via sms (dopo che si è pure comprato il cd della mitica Mathoonna) dobbiamo ancora trovarci a metà strada per provare, tipo in una piattaforma dell'Eni al largo della Corsica...del resto mi ha detto che ha abbandonato la movida della DOMENICA ZOCCOLA per andare a messa alla Gran Madre a capo coperto e condurre una vita di rigida castità, e io voglio credergli sulla parola.
     
    24 June

    rimembranze...

    Un anno fa, proprio in questo periodo, stavo terminando il master in ambiente allo ied di torino. Ricordo come se fosse ieri il caldo alternato alle piogge, l'afa e il traffico sulla città, l'andare avanti e indietro con bus e tram o a piedi sotto i portici interminabili, il refrigerio delle fontane, il kebab o gli approssimativi pasti che mi cucinavo da sola nell'appartamentino di via giolitti, le tacite incomprensioni con la mia coinquilina, la voglia di staccare e andare al mare e al tempo stesso l'immediata nostalgia per quello che stavo lasciando...che, però, ero convinta fosse solo un temporaneo arrivederci, e difatti a luglio ero di nuovo lì, nuova casa, un colloquio in una prestigiosa agenzia di comunicazione, tanti sogni in tasca, la convinzione di sistemarmi definitivamente con un lavoro appagante che mi avrebbe consentito di iniziare una nuova vita da sola. A distanza di un anno esatto, nel caldo della mia città, alleviato dalla brezza marina e da un sole consolante, lontana da quel traffico, quei rumori, quelle fontane, quelle persone che hanno incrociato per breve tempo il mio cammino, quella sensazione di essere "diversa" e spesso incompresa, rappresentano tutti fievoli ricordi. A tratti fanno male, a tratti mi viene da dire "meno male non è andata così" e posso respirare l'aria pulita della mia terra, parlare senza che nessuno mi faccia notare il mio accento, ridere e scherzare senza sentirmi fuori luogo, vedere gli amici più cari quando ne ho voglia, così come i familiari. Ma qualcosa si agita ancora dentro di me, come un mattone scomposto che a volte fa vibrare le fondamenta. Rimane un'ombra di malinconia, tanti "se", "ma" o "come sarebbe stato se.."che restano sospesi per aria e nell'animo.
    Il principale rimpianto e frustrazione sono dati proprio dall'infrangersi di quei sogni e quelle speranze di realizzazione professionale che avevo tanto coltivato, con il sacrificio di anni di studio e impegno per arrivare a qualcosa che, forse, non arriverà mai e sarà sporcato dalla mediocrità di una vita mediocre, la famosa vita da mediano di Ligabue di cui ci si accontenta, ma con una spina nel fianco che ogni tanto punge ancora. Credevo di diventare tante cose, e non ne sono nessuna. Devo ancora convincermi di valere qualcosa e credere nelle mia capacità, cose che mi mancano per il basso livello di autostima, per poter avere quel briciolo di coraggio e fiducia che mi consentano di riprovare e di non arrendermi alle avversità della vita.
    17 June

    Per una cara e dolce amica

    In questa giornata particolare penso ad una persona speciale che, anche se non può + essermi vicino, conservo sempre nel mio cuore e nei ricordi delle spensierate giornate d'amicizia trascorse assieme. Grazie per quello che hai saputo darmi con la tua semplicità e dolcezza, per il coraggio con cui hai affrontato la tua piccola vita, e soprattutto per quello che mi hai insegnato. Ho sempre pensato a te ascoltando questa canzone e vorrei dedicartela, non solo con le lacrime ma anche con un sorriso Sorriso
     
     Forse non sai quel che darei
    Perché tu sia felice
    Piangi lacrime di aria
    Lacrime invisibili
    Che solamente gli angeli
    san portar via

    Ma cambierà stagione
    ci saranno nuove rose

    E ci sarà
    dentro te e al di là
    dell’orizzonte
    una piccola
    poesia

    Ci sarà
    forse esiste già al di là
    dell’orizzonte
    una poesia anche per te

    Vorrei rinascere per te
    e ricominciare insieme come se
    non sentissi più dolore
    ma tu hai tessuto sogni di cristallo troppo coraggiosi e
    fragili
    per morire adesso
    solo per un rimpianto

    Ci sarà
    dentro e te e al di là
    dell’orizzonte
    una piccola poesia

    Ci sarà
    dentro e te e al di là
    dell’orizzonte
    una poesia anche per te

    Perdona e dimenticherai
    per quanto possa fare male in fondo sai
    che sei ancora qui
    e dare tutto e dare tanto quanto il tempo in cui il tuo segno rimarrà
    questo nodo lo sciolga il sole come sa fare con la neve

    Ci sarà
    dentro e te e al di là
    dell’orizzonte
    una piccola poesia

    Ci sarà
    forse esiste già al di là
    dell’orizzonte
    una poesia anche per te
    anche per te
    per te