francy's profileFrancy's 1982PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    24 September

    per abdul...

     Addio Abdul già dimenticato al funerale

    PIPPO DELBONO

    Questa mattina mi sono svegliato presto e mi sono vestito elegante per andare a Cernusco sul Naviglio al funerale di Abdul Graibe detto Abba, nero, morto ucciso a Milano. Per un piccolo furto, rincorso e bastonato a morte.

    Non vado mai ai funerali delle vittime famose, ai funerali degli artisti importanti, dei caduti per difendere la patria, non sono andato alla passerella di lutto dei morti della ThyssenKrupp. Ma questa mattina ho deciso di andare. A Cernusco sul Naviglio, un paesino nell’hinterland milanese. In una giornata di pioggia. Arrivato lì, vedo con sorpresa che c’è poca gente. Per la maggior parte neri. Vicino alla bara di Abdul i parenti, gli amici, qualche bianco. Alcuni piangevano, altri guardavano con gli occhi vuoti il feretro. Ho cercato le corone di fiori. Erano quattro, o forse cinque. Piccole. Una di un gruppo di donne, una della Provincia di Milano. Basta. Non c’era nessun’altra corona. Di Comune, Stato, Chiese, Sindacati, Comunisti.

    La sala che ospitava il feretro, una sala auditorium quasi vuota. Litanie come lamenti, cantati con discrezione, forse per non irritare i laboriosi vicini milanesi. Un uomo, che poi ho capito che era il padre di Abdul, accoglieva le persone, sorridente. E ringraziava. Un altro uomo vicino a lui, più giovane, il viso disperato dove si vedeva la rabbia. C’era qualcosa di antico, di poetico, di unico, di straordinario in quel commiato delicato che non voleva fare troppo rumore. Non ho visto nessun politico importante, nessun prelato importante, nessun artista importante, nessun giornalista importante.

    Qualcosa come una rabbia mischiata al pianto mi è salita nell’assistere al funerale di quel martire negro, diverso da quelli bianchi onorati e rimborsati vicino ai quali i nostri fantocci politici si fanno volentieri vedere con gli occhi rossi. Quelle poche persone presenti salutavano e abbracciavano la famiglia come se stessero entrando nella loro casa. C’era in quell’atto di commiato funebre una bellezza, una poesia, una sacralità che è ormai impossibile vedere nel mio Paese. Volgare, fascista, razzista. Mascherato da finto cattolicesimo, finto comunismo, finto pietismo. All’uscita su un piccolo quaderno ognuno scriveva il proprio nome, o un saluto a questo uomo ucciso dalla volgarità e dimenticato.

    «Ciao Abdul e scusami per questo paese di m.», gli ho scritto io. A poco a poco l’esiguo corteo si è avvicinato in silenzio alla bara. Il padre di Abdul restava lì fermo con gli occhi lucidi e il viso sorridente, portando una dignità più forte del suo dolore. E prima di salire su una macchina, quasi come un ultimo regalo sublime di civiltà, libertà e saggezza a quei pochi presenti, con un dolce sorriso ci ha detto: «Grazie a tutti, l’affetto che mi dimostrate in questo momento serva a una giustizia vera». Grazie al papà di Abdul, grazie a Abdul, che mi avete regalato in questa giornata grigia, triste, drammatica, scandalosa di inizio autunno, uno squarcio di luce.

    La Stampa
    15 September

    terra madre...2 anni ke me lo sognavo...

    Terra Madre: presentata a Roma l'edizione 2008

    Oggi a Roma, presso la sede della Stampa estera, è stata presentata la terza edizione di Terra Madre, il meeting internazionale delle comunità del cibo, che si svolge dal 23 al 27 ottobre a Torino ed è realizzato da Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Cooperazione Italiana allo Sviluppo - Ministero Affari Esteri, Regione Piemonte, Città di Torino e Slow Food, in collaborazione con Coldiretti Piemonte e Fondazione CRT.

    Terra Madre (www.terramadre.info) ospiterà 1678 comunità del cibo provenienti da 153 nazioni composte da 3587 contadini, allevatori, pescatori e produttori artigianali dell'agroalimentare, 818 cuochi, 265 docenti universitari e rappresentanti di istituti di ricerca, 869 studenti, 216 musicisti, 712 osservatori, tecnici e istituzioni. L'avanguardia mondiale del cibo buono, pulito e giusto.

    Novità di questa terza edizione sono i giovani, universitari e contadini; perché la terra dovrà tornare in futuro a essere al centro delle tematiche mondiali e dell'attenzione della politica, e solo attraverso il contributo delle nuove generazioni si può pensare allo sviluppo di un modello di vita alternativo per un’agricoltura a dimensione locale e umana.

    Il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali Luca Zaia ha voluto insistere con forza su questo tema. Nel messaggio diffuso durante la conferenza stampa ha esordito: «Senza giovani non c’è agricoltura. È fondamentale riscoprire e affermare il valore di nuove professionalità, riconoscere finalmente il valore di chi guarda al futuro forte della propria identità, di quel rispetto per un patrimonio di biodiversità, sapori, saperi e giustizia sociale. Dobbiamo combattere lo sgretolarsi delle identità che avviene ogni giorno sulle nostre tavole e puntare a un futuro che parte dal produttore e arriva al consumatore. Vogliamo rafforzare la vendita diretta, privilegiare i prodotti di stagione, perché la frutta e la verdura non sono solo ciò che vediamo sugli scaffali dei supermercati ma ciò che viene coltivato nei campi vicini ai nostri paesi e alle nostre città. Dobbiamo insegnare ai nostri bambini che il latte lo fanno le mucche nella stalla e non esce dalle scatole confezionate».

    Quest'anno Terra Madre coinvolge anche le Nazioni Unite attraverso una serie di iniziative che saranno sviluppate dall'UNICRI, grazie al sostegno della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri.
    Sandro Calvani, direttore dell'UNICRI ha dichiarato: «L'esperienza di Terra Madre indica strade percorribili per raggiungere gli Obiettivi del Millennio dell'ONU; la collaborazione investe temi quali il diritto alla terra e la difesa dei vulnerabili».

    Infine Carlo Petrini, presidente internazionale di Slow Food: «Terra Madre è un elemento di forte identità per le comunità contadine che sono il futuro del mondo. Bisogna quindi lavorare perché queste realtà siano protette e aiutate, non con finanziamenti a pioggia ma con interventi politici forti volti a valorizzare il loro lavoro. È scandaloso che negli ultimi anni i prezzi dei prodotti siano decisi da tutti meno che dai contadini e in modo particolare che i prodotti agricoli siano diventati commodities soggette a speculazioni».
    Illustrando gli elementi di novità di questa edizione, Petrini ha messo l'accento sul forte dialogo tra Terra Madre e Salone del Gusto: «Quando si parla di cibo, di cultura gastronomica, di educazione alimentare, di sensibilità ambientale l'aspetto ludico e quello etico devono essere un unicum, non contrapposti. Non c'è conoscenza senza piacere, né piacere senza conoscenza».
    Continua Petrini: «Oltre ai giovani, che rappresentano la speranza, a Terra Madre quest'anno sarà protagonista la musica. Si tratta di gruppi legati alla tradizione contadina, ancora fortemente impregnata di musica e poesia. Bisogna abbandonare l'idea di un'agricoltura vista attraverso la lente dell'industria: questo modello ha svuotato la realtà rurale di una sacralità che aveva come centro la terra, la natura e l'uomo».

    Il Salone Internazionale del Gusto (www.salonedelgusto.it) si tiene negli stessi giorni a Lingotto Fiere, organizzato da Slow Food, Regione Piemonte e Città di Torino, ed è alla settima edizione. Le due manifestazioni dell'ottobre torinese rappresentano un vero e proprio viaggio alle radici del cibo, dalla tavola alla terra e dalla terra alla tavola, andata e ritorno.

     

     




    Per scaricare in pdf l'elenco completo delle comunità clicca qui



    Ufficio Stampa/Press Office Salone del Gusto – Terra Madre:
    c/o Slow Food: Tel. +39 0172 419653 /45/66/12 press@slowfood.it Fax +39 0172 419725
    c/o Regione Piemonte: Tel. +39 011 4323312 ufficiostampa.giuntaregionale@regione.piemonte.it
    c/o Comune di Torino: Tel. +39 011 4423606 raffaela.gentile@comune.torino.it
    www.salonedelgusto.it / www.salonedelgusto.com / www.terramadre.info


     

     

    Salone del Gusto 2008 - All rights reserved - Powered by Blulab

     

    14 September

    vengo dopo il tiggggi

    Chi sono ? dove vado? che ci faccio qui? ma soprattutto...perché mi sto perdendo la prima fantastica puntata del "Ballo delle Debuttanti" su canale 5 ? presentato da Rita dalla Chiesa, come se Amy Winehouse conducesse "A sua immagine"...
    Ma poi...ma chissssssenefrrrr.... Linguaccia
    13 September

    riflessioni

    L'insoddisfazione ha i contorni di una giostra. Quando vi sali giri con essa, in un vortice confuso dai contorni sfocati, dove luci e suoni si frappongono in una miscela simile all'overdose. Talvolta riesci a scendere per breve tempo e saltare a terra, a piedi uniti e con una certa decisione, negando tutto ciò che giace alle tue spalle. Ma sono frammenti di attimi, sparsi al vento come coriandoli, inconsistenti rispetto al divenire delle cose. Ogni fermata un pensiero perverso, dal sapore amaro, che si ripete perpetuo. L'insoddisfazione ha i contorni labili e amari di una giostra, da fuori sembra una caramella colorata, dentro il liquore è aspro e cattivo.