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31 August Salvateci dai padaniHo avuto l'ennesima conferma dell'educazione e dei bei modi cavernicoli di coloro che proclamano la propria superiorità su noi poveri terroni...
All'alba sbarchiamo con la macchina dalla nave Grimaldi nel porto di Genova, direzione Bologna. Intorno a noi la folla di ex vacanzieri che rientrano alle loro afose e inquinate città dopo una parentesi presso il limpido mare sardo.
Stranamante hanno fretta di tornare, evidentemente, dato che sia all'uscita della nave che all'imbocco dell'autostrada una serie di macchine e Suv targate rigorosamente MI e TO, stracolme di bagagli e famiglie nevrotiche, ci tagliano ripetutamente la strada, preferendo di gran lunga rischiare lo schianto che dare una precedenza...
Dopo aver macinato un bel pò di km facciamo una sosta in un autogrill lungo l'autostrada verso Milano, direzione Piacenza. Qui mi incammino verso le scale e, prima ancora di arrivare alla porta, vengo letteralmente spinta da una signora che esclama molto garbatamente "PERMESSO!" e mi passa avanti. Poverina, forse si stava cagando addosso e ha dimenticato il galateo nel suo possente didietro. Anche questa, ovviamente, accento rigorosamente padano doc!
Non contenti entriamo in autogrill, e facciamo la fila per ordinare qualcosa al bar, con una coda molto poco anglosassone di persone spazientite che sbuffano e cercano in tutti i modi di prevaricare e superare chi sta davanti, sventolando scontrini come bandiere. Finalmente riesco a farmi largo con mio padre al bancone e ordiniamo.
Io: - Un cappuccino d'orzo.
Cameriera (scioccata e con disprezzo): - COSA?!
Io (ripeto):- Un cappuccino d'orzo.
Lei: (dopo cinque minuti in cui l'Australopitecus che le mangia il cervello mette a fuoco la frase): AH, UN CAPPUCCIO!
Io: (la guardo tra l'incredulo e l'ironico): - Eh, un cappuccio...
UN CAPPUCCIO! strilla a quello che le sta dietro, mentre tutt'intorno è un vociare di milanesi e simili che reclamano anche loro "un cappuccio".
Ora, dico io, non è la prima volta che succede, ho avuto esperienze simili anche a Torino. Se non sapete parlare un italiano corretto e storpiate tutti i termini credendovi nel giusto, non è colpa mia. Parlando con mia cugina genovese è saltato fuori più volte, ammesso da loro stessi, che il nostro italiano è più corretto del loro. Possono imitarci l'accento e prenderci per il culo, ma sullo Zingarelli (sempre che sappiano cosa sia) se io cerco "Cappuccino" esiste e con tanto di significato corrispondente, quindi è inutile che facciano finta di non capire finché non dico "Cappuccio", che non è esattamente la stessa cosa. O forse devo chiedere un cappuccino quando vado a comprarmi una giacca a vento?! E poi Cappuccino è universale, lo usano anche in America, ma nell'entroterra ligure-piemontese non hanno idea di cosa si stia parlando.
E vabbe....
Non finisce qui!!! torno verso la macchina e apro la portiera, sistemandomi per saltare al posto accanto al guidatore, che, possedendo mio padre un Land Rover, è piuttosto alto e richiede quindi un attimo di rincorsa per me che sono bassa. Non faccio in tempo ad aprire la portiera che mi accorgo di averla leggermente poggiata contro la macchina nel parcheggio accanto. Va rimarcato che suddetta macchina, quando stavamo scendendo dalla nostra vettura all'arrivo, ci stava letteralmente investendo pur di non fermarsi e lasciarci passare, sgommando per mettersi nel parcheggio (con altri 20 vuoti tutti intorno, ma gli piaceva quello)...all'interno una coppia di arcigni vecchiacci. Quando sposto la portiera per chiuderla lui mi grida da dietro il finestrino con una smorfia deformante: "Ecco, brava, brava!".
Lo guardo allibita, con la tentazione di mollargli all'istante uno sganassone su quel muso da pitbull in andropausa e/o avviarcelo a quel paese, per non dire A FANCULO.
Mi trattengo ingoiando la bile e gli dico sarcastica "Mi scusi, eh!". Lui ha la faccia anche di rispondere e sbotta "si figuri".
Dulcis in fundo, alla sosta successiva in autogrill, prendiamo una serie di bottigliette tra bibite e acqua fresca, essendo la temperatura prossima ai 40 gradi (in realtà saranno una trentina, ma la cappa che giace sulla pianura padana avvolge tutto come una trapunta in pile, surriscaldando il vetro come in una serra). Esco e mia madre mi chiede di rientrare per comprare i giornali. Che, però, sono vicini alle altre casse. Faccio la fila pazientemente tra le solite ignote facce da culo, e al mio turno porgo i giornali per pagare.
La cassiera, che dev'essere parente per intelligenza della tipa del precedente autogrill, mi guarda malissimo, indica le bibite e fa:
"E queste? le ha pagate?"
E io, già spazientita "Si, le ho pagate prima al bar".
Silenzio. Continua a fissarmi come se volesse incenerirmi.
Col solito sarcasmo le faccio: "Vuole vedere lo scontrino?"
E senza aspettare la sua risposta frugo in tasca e le porgo lo scontrino sgualcito.
Quella, più diffidente che mai (la famosa solidarietà padana, della serie non fidiamoci nemmeno di chi ci abita accanto in quanto probabilmente è un rapinatore-spacciatore-serial killer) prende lo scontrino e si mette a esaminarlo minuziosamente, come un esattore delle tasse. E ha anche il coraggio di dire:
"Ma qui ne ha pagato una sola di bottiglietta!"
"Come sarebbe a dire, le ho pagate tutte, guardi bene, altrimenti non potrebbe essere quattro euro"( a meno che a casa sua non faccia le addizioni con le palline colorate o una bottiglietta d'acqua costi la bellezza di 4 e passa euro).
"Ah, si" dice, ma ancora poco convinta.
Le prendo lo scontrino di mano e me ne vado incazzata, senza nemmeno un saluto.
Tutti questi personaggi, dopo l'incazzo iniziale, mi fanno pena. Tanto io dopo me ne ritorno a casa, loro hanno il cervello corroborato dai gas serra. 25 August Horror vacuiiiORMAI L'ATTUALE GOVERNO MI FA TALMENTE TANTO RIBREZZO CHE AL CONFRONTO E' MENO TRASH IL GONNELLINO SCOZZESE DEL PRINCIPE CHARLES |
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