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    23 May

    problemi nucleari...

    Il governo (in carica da due settimane, ma non sta perdendo tempo) ha annunciato che l'Italia tornerà al nucleare.

    Bene. Meno male che il master in ambiente l'ho finito, mi sa dovranno rivedere un pò di cose...

    Evabbene che vogliamo il nostro piccolo impianto stile Chernobyl perché i nostri cuginetti francesi ce l'hanno e noi no, siamo invidiosi e vogliamo il nostro, tanto ormai non è pericoloso, non inquina più, in vent'anni tutti i problemi sono magicamente stati risolti!!!

    Che poi ci sia stato un referendum popolare a bandirlo dal paese chissenefrega, facciamo finta di niente tanto il parere del popolo cosa conta? ci si è già passati i piedi sopra in Campania, estendiamo questo modello di ampia consultazione democratica ovunque.

    Dopo il ritorno al nucleare, i prossimi provvedimenti, nell'ordine, saranno l'abrogazione della 194 e della legge sul divorzio, per fare anche qualche piacerino a Ratzinger oltre che a Putin e alla camorra, ebbe ci vuole par condicio ogni tanto...a seguire l'istituzione della pena di morte su modello USA, visto che tra un pò le carceri scoppieranno ed è bene eliminare un pò di feccia...fino al ritorno dei piccoli Balilla in divisa. In un anno mi sembra abbastanza, come programma.

    E in carcere? si faranno compagnia le pericolosissime vecchiette e signore napoletane del "triangolo della morte",(stanche di veder morire di tumore chiunque della famiglia gli stia intorno e son stufe di vedersi seppellire rifiuti sotto terra nel proprio orticello), insieme con gli immigrati clandestini ancora bagnati dopo essere stati ripescati da zattere di fortuna, insieme agli ambientalisti che si opporranno al nucleare.

    Mentre fuori i camorristi, gli scafisti e le ecomafie giocano insieme un pokerino, con in palio il giro di miliardi che ciascuno incassa giornalmente sulla pelle di chi soffre e viene sbattuto dentro.

    C'est l'Italie!

    22 May

    la franzoni...telenovela senza fine...

    Leggo che la Franzoni è stata condannata al carcere (ieri) e usufruirà di 3 anni di indulto (oggi). Mi chiedo: perché? già sta imperversando dal 2002 in tutte le trasmissioni tv, talk show e quant'altro, già ci siamo dovuti sorbire il plastico di Vespa e le lenzuola del lettone macchiate di sangue (veramente trash), già abbiamo dovuto assistere a copertine di "Novella 2000" con lei e il marito in costume al mare, o approfondimenti e interviste da casa sua in cui sbucciava la mela ai figli e passeggiava nella foresta, con la sua immagine di madre perfetta dai capelli perfetti e lo sguardo inquietante...il suo avvocato ha inquinato le prove. Appena morto il figlio (anzi, appena portato via in elicottero) dice al marito "facciamo un altro figlio?". Ma soprattutto da Costanzo quando chiedeva "ho pianto troppo?" e daaai su...a parte le intercettazioni del padre di lei che parlava di nascondere l'arma del delitto, e vabé....la gente che si picchiava per prendere posto in tribunale a Torino, che tristezza, i precursori del processo show di Erba...ora, io non è che sia per il carcere duro (in tutti questi anni perlomeno ha dimostrato di non essere socialmente pericolosa, anche se con quella faccia da psicopatica certo non ci dormirei in casa sinceramente!), infatti non riesco a capire perché non l'abbiano messa in una clinica psichiatrica, come quella vicino a Mantova dove ci sono le cosiddette "mamme assassine" stile Medea dei tempi moderni. Questa donna dalla personalità multipla va curata seriamente...e non mettendola in carcere con sconti 3X2 o facendone una starlette, che di questo passo tra qualche tempo parteciperà all'Isola dei Famosi...

    Khorakhané...qualcosa sul popolo rom

    Sottoscrivo in pieno questa riflessione sul popolo rom del mitico De André...chissà cosa avrebbe detto adesso...
     
    “(...) è il caso del popolo Rom, quello che noi volgarmente chiamiamo “Zingari” prendendo a prestito il termine da Erodoto, che li chiamava “Zinganoi” - diceva che era un popolo che veniva dal sud-est asiatico, dall'India, che parlavano una strana lingua - che poi si è scoperto essere il Sanscrito - e che facevano un mestiere  (se mestiere lo si può considerare): quello del mago e dell'indovino.
    E’ quindi un popolo che gira il mondo da più di 2000 anni, afflitto o affetto - io non so come meglio dire, ma forse semplicemente affetto - da quella che gli psicologi chiamano “dromomania”, cioè la mania dello spostamento continuo, del viaggiare, del non fermarsi mai in un posto. E’ un popolo, secondo me, che meriterebbe - per il fatto, appunto, che gira il mondo da più di 2000 anni senza armi - meriterebbe il premio per la pace in quanto popolo.
    Purtroppo i nostri storici - e non soltanto i nostri - preferiscono considerare i popoli non soltanto in quanto tali ma in quanto organizzati in nazioni, se non addirittura in stati, e si sa che i Rom  - non possedendo territori - non possono considerarsi né una nazione né uno stato. Mi si dirà che gli zingari rubano; è vero, hanno rubato anche in casa mia. Si accontentano, però, dell'oro e delle palanche; l'argento non lo toccano perchè secondo loro porta male, lascia il nero - quindi vi accorgete subito se siete stati derubati da degli zingari. D'altra parte si difendono come possono; si sa bene che l'industria ha fatto chiudere diversi mercati artigianali. Buona parte dei Rom erano e sono ancora artigiani, lavoratori di metalli  (in special modo del rame), addestratori di cavalli e giostrai - tutti mestieri che, purtroppo, sono caduti in disuso. Gli zingari rubano, è vero, però io non ho mai sentito dire  - non l'ho mai visto scritto da nessuna parte - che  gli zingari abbiano rubato tramite banca. Questo è un dato di fatto.”
     
    Da "princesa e i Rom" - Fabrizio De Andrè, in un discorso durante un concerto.
    20 May

    xenofobia portami via...io seguo "questa corrente di ali" come de andré!

    Tira aria pesante, in Italia. Il paese del sole è perennemente bagnato di pioggia, e minacciose nubi si profilano all'orizzonte. Nubi di un verde che in nulla ricorda i prati, ma che condensa quanto c'è di più marcio in quelli che, fino a poco tempo fa, erano soltanto sentimenti repressi, e che ora esplodono apertamente, mostrando tutta l'aridità e il desolante squallore di una politica spicciola e quadriumvira, che già minaccia di travolgere quel pizzico di credibilità che ci eravamo costruiti nel mondo.
    Da sempre si ha paura del diverso, della figura dello straniero. Perché arriva da lontano, portando con sé usanze e tradizioni che spaventano invece di costituire una potenziale ricchezza. Perché ancora oggi viene visto come un barbaro che arriva, stupra le donne e ammazza chiunque trovi sul suo cammino, delinque impunemente e condensa la causa di tutti i mali del paese, il solito capro espiatorio. Ieri gli ebrei, poi gli africani, poi gli albanesi, oggi i rumeni. Chi ci sarà domani? forse italiani contro italiani, come durante la guerra civile, che implicitamente si ripropone ogni giorno. L'intolleranza è esplosa dietro la facciata della sicurezza, si incita alle ronde e alle espulsioni di massa, prendendo solo quello che ci serve, tipo colf e badanti. Sulla scia dei recenti assalti ai rom e all'ondata di polemiche che ne è derivata, a Torino un ragazzino ha subìto un pestaggio di massa da un gruppo di compagni di scuola, al grido di "sei rumeno, tornatene al tuo paese". Una notizia scovata per caso, che merita al massimo un minuscolo ritaglio di fondo pagina. Così come il caso dell'indiano che ha salvato una ragazza italiana da un tentativo di stupro da parte di un italiano alla stazione centrale di Milano, davanti all'indifferenza della gente. O della ragazza rumena violentata dal suo datore di lavoro in un ufficio. Lo stesso giorno c'era stato uno stupro di una ragazza italiana, razza ariana, da parte di un rumeno, quindi su fatti come questi si è preferito sorvolare, come sempre. Abbiamo bisogno di dividere il mondo in buoni e cattivi, senza spazio per le vie di mezzo. Il rischio cova nelle nuove generazioni, abituate a sentire certi discorsi da politici, classe dirigente, e soprattutto in casa e negli ambienti che frequentano. Che esempio di integrazione, rispetto e pacifica convivenza ne avranno? pur senza chiudere gli occhi su gravi episodi di delinquenza, i metodi repressivi sono davvero gli unici possibili? perché istituire il reato di immigrazione clandestina e penalizzare chi ha speso tutti i risparmi di una vita, decine di migliaia di euro, per imbarcarsi su mezzi di fortuna che il più delle volte vanno a fondo, arrivando stremati e moribondi in quello che per loro rappresenta ciò che per gli italiani del primo 900 significava l'America...fuggono da fame, miseria, sfruttamento, a volte guerre. A volte diventano clandestini fantasma, pronti allo spaccio e alla delinquenza. Ma se tra loro anche solo una persona intende mettersi in regola, e non conosceva i mezzi per farlo da prima o non ne aveva la possibilità, perché negare un'esistenza più dignitosa e rispedirli indietro senza niente, con in mano un foglio di via? ci sono casi e casi, ma qui tutto si sta allargando a macchia d'olio, diventando una massa indistinta di criminali e razze inferiori. Che amarezza.
    De André ha dedicato una meravigliosa e toccante canzone al popolo nomade, "Khorakané", che nella lingua rom serbo-montenegrina significa "a forza di essere vento". E alla fine lancia quello che fin dai tempi della "Citta Vecchia" era il suo messaggio principale, contro ogni pregiudizio e segregazione. Nella "Città vecchia" diceva " se non sono gigli son pur sempre figli, vittime di questo mondo".
    Qui dice " e se questo vuol dire rubare
    questo filo di pane tra miseria e sfortuna
    allo specchio di questa kampina
    ai miei occhi limpidi come un addio

    lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
    il punto di vista di Dio .
     
    Segue una poesia rom:
    Cvava sero po tute
    i kerava
    jek sano ot mori
    i taha jek jak kon kasta

    Poserò la testa sulla tua spalla
    e farò
    un sogno di mare
    e domani un fuoco di legna

    vasu ti baro nebo
    avi ker
    kon ovla so mutavia
    kon ovla

    perché l'aria azzurra
    diventi casa
    chi sarà a raccontare
    chi sarà

    ovla kon ascovi
    me gava palan ladi
    me gava
    palan bura ot croiuti

    sarà chi rimane
    io seguirò questo migrare
    seguirò
    questa corrente di ali