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    19 November

    ma a Collegno lo sanno che è caduto il muro di berlino?

    Domenica di novembre che sembra più un inverno da deportazione sovietica nelle lande siberiane: quale migliore guiornata x una bella gita al castello di Rivoli, nei dintorni della metropoli torinese, una delle location della nuova serie di Elisa di Rivombraus? (anzi, ora c'è la figlia che ne fa le veci...). E così sveglia alle 8 del mattino, con gran giubilo di alessio che non chiedeva di meglio x una domenica di riposo, e ci rechiamo alla fermata della metro dietro casa, stavolta non x le solite 2 fermate fino alla stazione di porta nuova ma per andare nella direzione opposta, verso il ridente comune di collegno, paese di PRIMA CINTURA (eh, si dice così, sgrausi...) alias sobborgo di torino...12 fermate della metropolitana, nel vagone c'eravamo noi + un vecchietto muto con le buste di verdura x terra e un gruppetto di giovani slavi che parlava in pseudo rom ridendo a squarciagola e metteva in loop un'ossessiva nenia yugoslava zingaresca che faceva somigliare il treno sotterraneo a Train de Vie o a un film di Kusturica feat Goran Bregovic...quando sono scesi alla fermata Massaua, con la loro musichetta appresso, ci sono quasi mancati...il gelo ospitale torinese è calato sul treno, ognuno chiuso nel suo muto silenzio anti confidenza...solo noi da buoni sardi abbiamo osato riempire il vuoto lasciato dagli slavi con un pò di casino, fino alla fermata FERMI di Collegno...da lì dovevamo prendere la navetta x il castello di Rivoli,usciamo in superficie e lì lo spettacolo delle alpi innevate (brr), auto ghiacciate con brina bianca gelata e un'unica strada industriale con villette di quelle quasi finte intorno...proviamo a fare un giro x non ghiacciarci nella mezz'ora di attesa ed eravamo in the middle of nowhere, il niente assoluto, che a confronto predda niedda è animata come las vegas...unica forma di vita i latrati di un cane lupo dietro un cancello, forse il commissario rex è stato abbandonato lì senza pietà...alla fine ha cessato i lamenti della serie "tanto ki cacchio mi ascolta...". Alla fine arriva il pullmino dove saliamo SOLO NOI a bordo, oltre ovviamente all'autista e a un suo amico vecchio rimbambito con codino bianco stile anziano frikkettone di periferia, che per tutto il tempo del viaggio è stato in piedi con un portatile acceso nell'inutile tentativo di passare dei file al tipo...nel mentre ci passavano intorno incantevoli scenari dell'incantevole borgo di COLLEGNO: allegro paese grigio topo dalle atmosfere post industriali decadenti, che sta alla Torino-FIAT come WOLFBURG sta alla Wolkswagen...tipico sobborgo fabbrica che nell'800 forse era popolato di famelici oliver twist che chiedevano una ciotola di minestra...a un certo punto ci siamo chiesti se non eravamo finiti a ritroso negli anni'80, nel blocco sovietico tedesco prima della caduta del muro...cosa ci fa nel comune di Collegno un sobborgo (il sobborgo del sobborgo del sobborgo industriale) chiamato VILLAGGIO LEUMANN? con casette di legno tipo quelle degli Hamish?! cos'avrà voluto dire?!!! più che in Piemonte sembrava di essere in un ex campo di concentramento abbandonato...e che dire del tetro parco giochi vuoto, con le altalene oscillanti al triste vento alle fronde dei salici, come avrebbe esclamato Quasimodo a cotanto orrore, con la scritta "parco giochi" e sotto un sottotitolo in tedesco tipo "wirhjhejnfjborg"? eh?! ma dove siamo? forse i collegnosi, collegnani o collegnesi collegnini (à vous la choix!) sono degli ex deportati che hanno fondato una colonia nelle retrovie della metropoli post industriale? mah....mancava solo il cartello "vietato divertirsi!", basta invitare i radicali con Capezzone... :P
    meno male che al confine con Collegno c'è Rivoli, che dopo le spaventose premesse di periferia (ebbene si esiste anche la periferia del sobborgo del sobborgo!) uguali al precedente collegno inizia ad arrampicarsi e arroccarsi intorno al castello assumendo le sembianze di un vero e proprio paese anche antico,con i negozietti, le viuzze in salita con il mercatino di natale lungo le strade, la piazzetta del paese...il castello merita un discorso a parte xke l'hanno letteralmen te stravolto e rovinato con quell'orrido museo (se è lecito definirlo tale...) di "arte" (ahaha) contemporanea, roba da fare invidia al centre pompidou , si si...
    nota di menzione del ritorno, da brava rincoglionita dopo il salitone verso il castello mi accorgo di aver sbagliato ovviamente orario e aver perso la navetta di ritorno...pensare che smaniavo all'idea di tornare a collegno, ci avevo lasciato il cuore... :P per fortuna passa il "36", che non è il bus che va a torino, ma un 36 fittizio che porta a una piazza da dove parte un altro 36, stavolta+ grande, che arriva fino a torino (ormai non ci stupiamo + di niente con questi piemontesi stravaganti)...e all'interno una ragazzotta tamarra, età indefinita tra i 12 e i 15 anni, con pantaloni a vita bassa con -30 gradi circolo polare artico,occhi dipinti di fucsia vivo con luccichini, piercing ovunque e unghie laccate di viola evidenziatore, esclama "minchia io sto andando a collegno, vi faccio vedere"quindi ci mettiamo a seguire x rivoli questa grezza che si mette a urlare a voci a tutte le persone che vede nel raggio di 2 km (in questo tutto il mondo è paese, classica gioventù di carbonazzi santa maria di pisa ecc...), passa dal tabacchino con un amico + messo male di lei a comprarsi le sigarette, annuncia che non sa se andare a ballare o alle giostre del valentino 8xke poi deve essere a casa x le 19.30 attenzione) e finalmente ci porta sull'agognato pullman...peccato scenda dopo poche fermate, quindi dopo mezz'ora vediamo un tumulto di gente alzarsi x scendere e intuiamo ci debba essere la fermata della metro, infatti scorgiamo una M su sfondo rosso stile mac donald's dei poveri...e ci ritroviamo con altre 200 persone a scendere gli scalini sottoterra alla fermata "PARADISO"...paradiso città!Caldo