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    31 October

    "ISTRUITEVI, PERCHE'AVREMO BISOGNO DI TUTTA LA NOSTRA INTELLIGENZA" (A.GRAMSCI)

    Le persone che hanno fatto il '68 hanno affermato che le mobilitazioni che ci sono state a quei tempi, nella piccola e pacifica cittadina di Sassari, erano nulla in confronto all'imponente manifestazione di ieri 30 ottobre, contro l'ormai legge Gelmini, imposta con la forza contro la volontà della maggioranza di studenti, insegnanti, sindacati ecc.
    Per Alitalia il confronto è durato mesi come un'agonia, i piloti hanno pestato i piedi e i sindacati più volte hanno sbattuto la porta. Sono stati inseguiti, assecondati, è stata fatta una maxi cordata...per la scuola italiana niente di tutto questo. Il confronto non c'è stato, anzi, è durato pochi minuti, perchè ricevendo gli studenti la Gelmini ha subito detto di non voler modificare nulla del proprio decreto. E allora che compromesso si poteva mai trovare ?! ma poi mi chiedo, di fronte agli scioperi quotidiani, le occupazioni, le manifestazioni pacifiche come quelle di ieri in tutta Italia, l'evidente dissenso...come si fa a ignorare una mobilitazione e un malessere tanto grandi ed evidenti, facendo finta di nulla e liquidando il tutto come "bugie della sinistra" come al solito? in altri tempi e in altri paesi più seri un ministro contestato così duramente si sarebbe come minimo dimesso. Ma siamo in Italia, dove i ministri guadagnano in un mese quanto un cittadino medio guadagna in almeno un anno di sacrifici, rinunciando al cinema, alla pizza fuori e allo svago diventati lusso per pochi, mentre loro hanno abbonamenti gratuiti a cinema, mezzi di trasporto, teatro, telefonini e pc gratis, ristoranti gratis ecc. Ormai sembra diventato un luogo comune, e nessuno si scandalizza. Siamo in Italia, dove il lodo Alfano consentirà alle prime 5 cariche dello Stato l'immunità dai processi, e non ci si scandalizza nemmeno. Dove vengono abolite le intercettazioni perchè i politici possano dormire sonni tranquilli nella propria corruzione, nelle raccomandazioni e tangenti di sempre, per agire indisturbati a muovere miliardi invisibili, mentre un poveraccio qualunque se ruba in un negozio finisce immediatamente in galera (e se ruba un pacco di biscotti ed è per giunta nero ancora peggio, esecuzione immediata e giustificata da gran parte degli italiani ariani, che hanno bisogno dei capri espiatori forniti dai media). Siamo in Italia, dove la sanità fa pena e ogni giorno negli ospedali muoiono persone o restano gravemente danneggiate per i tanti disservizi, ma la prima voce della spesa pubblica restano le spese militari e belliche. Dove si continuano a sfornare laureati su laureati nelle materie più assurde, precari su precari, che inizieranno a lavorare dopo i 30 anni se sono fortunati, o forse mai. Si vive di tirocini e stages, non pagati o solo con miseri rimborsi spese o poche centinaia di euro per 8 ore di lavoro a sfruttamento, di contratti a tempo determinato di una manciata di mesi, senza nessuna prospettiva. Poi ci si meraviglia della "fuga dei cervelli" all'Estero, dove i ragazzi italiani fanno ricerche che valgono il Nobel o prestigiosi riconoscimenti, mentre qui gli stessi prendono 800 euro se gli va bene, contro i 3-4000 di Germania e Svizzera.
    Hanno impostato la loro propaganda elettorale sull'abolizione dell'Ici, sulla riduzione delle tasse, e tutti giù a credere alle solite panzane e ai discorsi demagogici e semplicistici di chi non sa fare politica e gioca sui sentimenti peggiori della gente: il razzismo, l'indifferenza, le contrapposizioni nette ideologiche destra/sinistra, l'invidia. E ci riesce, rivelandosi vincente, perchè alla fine siamo un paese di mediocri dalla mentalità ristretta, servi del Vaticano e dello stato Pontificio che ragionano omologati e per sentito dire, in balia di una tv lobotomizzante e di giornali totalmente in balia del potere politico. Nessuno si è domandato da dove sarebbero stati presi tutti quei soldi che promettevano di recuperare...ovviamente sempre dalle nostre tasche anche se con altri sotterfugi nascosti, ovviamente tagliando non sugli sprechi pubblici, quelli veri di miliardi e miliardi (Brunetta fa tanto il prepotente contro i fannulloni della P.A., ma ai Ministeri non ci pensa nessuno e lì continuano a mangiarci cani e porci, così come in tanti altri posti). Ovviamente ci si accanisce contro la scuola, contro lo "spreco" di tre maestre (caspita, allora aboliamo direttamente l'insegnamento, i tanti specializzandi di oggi cosa ci stanno a fare?), si accorpano classi e si taglia pesantemente sulla didattica, ma non è un problema...mezza Italia, quella buona, che non si fa lavare la testa dalla propaganda e dalla demagogia politica, quella che ha capito che la qualità della scuola non è questione di essere "di sinistra" o "di destra", è scesa in piazza, come ieri, e nessuno ne tiene conto, prevale la linea dura tipica dello Stato di regime. Con tutte le tv compatte a censurare e mostrare solo ciò che fa comodo, l'opposto di quello che succede davvero.
    Nonostante gli striscioni colorati, le grida e gli slogan declamati da insegnati precari, genitori, bambini, studenti delle medie, delle superiori, universitari, sindacati e cittadini comuni, alla manifestazione di ieri c'era un'aria di tristezza, di chi sa che la propria voce non vale nulla confronto ai 4 signorotti cui siamo soggetti e sottomessi, senza diritto di replica. La pioggia battente non ha fermato il corteo, anzi, si è continuato a marciare decisi bloccando il traffico del centro, nonostante la pioggia dal cielo si accanisse senza pietà sui già "perdenti", e gli striscioni e cartelli colassero i colori di pennarello ormai sbiaditi. Ovviamente rispetto a questo era più urgente finanziare le banche e fare affari con mafia e camorra, come succede da sempre, niente di nuovo in Italia. Povera Italia, e poveri noi, che abbiamo la sfortuna di vivere la nostra giovinezza in una delle pagine peggiori dell'ultimo mezzo secolo... 
    17 October

    Emanuele

    Qualche anno fa ho conosciuto un bambino di nome Emanuele, e mi sono occupata di lui. Un bambino che, comunemente sarebbe definito come portatore di handicap fisico e mentale, o più brutalmente "ritardato". Ma, nonostante la sua mente si fosse fermata a qualche anno prima e si fosse dimenticata di crescere con lui negli anni, c'era qualcosa in lui che compensava tutto questo. Una profonda sensibilità e un animo puro e delicato, come un debole fiore scampato all'inverno che oscilla al vento, rischiando di essere reciso da nuove tempeste. Riusciva a comunicare con gli occhi, enormi occhi castani dallo sguardo malinconico e spesso triste. Come se si portasse consapevolmente dietro il peso della sua condizione, e pensasse di essere un peso per gli altri, come se avvertisse e vivesse in tutta la sua disumanità la sua "tragedia". Gli mancava la mamma, donna poco attenta che pareva non aver mai accettato la sua condizione, piena di attenzioni solo per l'altro figlio "normale" e pronta ad affidare Emanuele ad altri, il più a lungo possibile. Imparando a conoscerlo ho iniziato a intuire lo scoppio delle sue crisi, che iniziavano sempre allo stesso modo, come nubi prima di un temporale. "Mamma", iniziava a chiamare nel vuoto. Il lamento si faceva più insistente, accompagnato da smorfie del viso che si contraeva in disperazione. Fino a esplodere in un pianto disperato, accompagnato sempre da quel richiamo "mamma, mamma". Spesso accompagnava queste crisi con gesti di isolamento, come il gettarsi sul letto nascondendo la testa nel cuscino. Per quanto cercassi di calmarlo, di abbracciarlo, di consolarlo, non c'era verso di distrarlo fin quando non era lui a decidere. Mi sentivo impotente e incapace di comprendere l'enorme mistero dei sentimenti umani.
    E, tuttavia, sentivo che non c'era niente di più normale in questo sfogo di bambino.
    E non ho mai più visto nè percepito un modo altrettanto forte di esprimere e manifestare il dolore interiore.
    16 October

    La stronza signora di Ivrea

    Qualche mattina fa mi reco all'INAM con un'impegnativa per prendere un appuntamento con uno specialista per una visita medica.
    In sala d'attesa si prende il numeretto stile salumeria (ma la salumeria è più pulita però...).
    Aspetto il mio turno insieme a un gruppetto di persone, che come capita spesso discutono del più e del meno.
    Una signora dalla bionda tinta scialba,in tuta ma con vistosi anelli e collane, inizia a parlare con una fastidiosa erre moscia:
    "L'ultima volta che ho fatto qui 1visita medica sono rimasta di-sgu-sta-ta. Tutto arretrato, poi quel cardiologo per carità...non avevo documenti e non ha voluto accettare quelli di mia figlia come garante, incredibile! ho preso in mano il mio telefono e gli ho detto: lei non ha che da scegliere chi devo chiamare, la questura oppure i carabinieri..."
    E via dicendo. Rimango un pò perplessa e già leggermente infastidita. Di mattina presto questo tono da nobilotta decaduta fa a un pò a pugni con i biscotti ingollati velocemente a colazione...ma la nobildonna, imperterrita, continua:
    "Certo che qui in Sardegna la sanità fa proprio schifo...a Ivrea è dal 1980 che abbiamo i tesserini magnetici per prenotare le visite, figuratevi..."
    (ehm...perché Milady non se n'è rimasta a Ivrea sui monti con Annette, inizio a domandarmi?!)
    A quel punto una signora, per cordialità, commette l'errore di darle corda:
    "Beh non ha tutti i torti, noi sardi proprio siamo indietro su molte cose, e poi ci siamo svenduti per pochi centesimi la Costa Smeralda e guardi cosa è oggi, i sardi ne sono tagliati fuori e le spiagge più belle sono tutte riservate ai vip..."
    A quel punto interviene un'altra donna seduta poco distante, che come la signora di Ivrea deve aver mangiato pane e simpatia infarcita di miele:
    "Ma cosa sta dicendo per favore, adesso non diciamo fesserie!- sbraita improvvisamente, con un tono di voce stridulo che fa sobbalzare perfino un sonnolento vecchietto accanto a lei-io prendo la macchina e me ne vado dove voglio al mare, certo non siamo in mezzo alla mondezza, ma cosa sta dicendo! le spiagge della Costa Smeralda poi sono libere a tutti anche se vanno i VIP!"
    "ma guardi- ribatte la povera donna aggredita, sempre pacata- quest'estate non mi hanno fatto neppure avvicinare a una spiaggia perchè stava sbarcando Marta Marzotto, mi dica lei..."
    "Ma io- si intromette Milady Sabauda- veramente sono andata a Capriccioli e alle spiagge più esclusive senza problemi...vabè che SE UNO HA I SOLDI VA DAPPERTUTTO...E POI QUANDO SILVIO BERLUSCONI ATTERRA AD OLBIA, MIO MARITO VA A RICEVERLO CON TUTTI GLI ONORI!"
    A quel punto freno il pitbull che è in me che vorrebbe tanto reciderle la carotide e fagocitare il filo di perle in un boccone, ma mi limito a sbuffare come un toro che vede sventolare il fazzoletto rosso e ribollisco peggio del Vesuvio, guardando la mia compaesana sarda con uno sguardo ironicamente compassionevole.
    Dopo un pò è il turno di una vecchietta smarrita, che non capisce nemmeno dove si trova. Io e l'altra sarda l'aiutiamo ad alzarsi e raggiungere la sala prenotazioni (mentre la donna di Ivrea non muove un dito e, anzi, con aria fintamente ignara cerca più volte di passare avanti ma mi stendo davanti alla porta, pronta a lottare con la vita piuttosto che cederle il posto).
    "Io i figli di quella povera signora li avrei fucilati, è vergognoso!- sbotta Milady- questa donna mi ha chiesto soldi perchè non poteva permettersi neppure la bombola del gas...ma quando mai dei disagiati chiedono denaro alle persone...da noi queste cose non esistono! a Ivrea esiste la Caritas, che offre un pasto caldo e tutti gli aiuti ai bisognosi, così non devono far la carità, bla bla bla..."
    No, è troppo. L'ultima parte del discorso non riesco a coglierla perchè sono già partita. Le rido letteralmente in faccia e la interrompo sbottando:
    "Beh veramente signora ESISTE ANCHE QUI LA CARITAS! come tutta Italia del resto. E le assicuro che a Sassari c'è una rete di volontariato veramente valida ed è pieno di persone che aiutano i disagiati come li chiama lei. Se poi qualcuno è tagliato fuori, può anche succedere!"
    "Si, ma a Ivrea..."-prova a obiettare Milady, sconvolta che qualcuno abbia osato contraddirla!!
    "SIGNORA, MI FACCIA IL PIACERE CON IVREA, HO VISSUTO UN ANNO A TORINO E LE POSSO GARANTIRE CHE LE SITUAZIONI DI DISAGIO CI SONO ANCHE LI ANZI LE DIRO' DI PIU', CHE NESSUNO SI FERMA SE UNO SI ACCASCIA PER LA STRADA!"
    La donna ci riflette, mentre io tiro fuori i guantoni del pungiball pronta a scatenare la rissa. Senza maria de filippi come moderatrice è difficile avere dialogo con certa gente :P
    "Non so guardi come funzioni a Torino, ma a Ivrea...e comunque da noi certo le persone non chiedono soldi così".
    "Ah no? no?" a quel punto sono talmente accecata dall'odio che cerco di calmarmi e le giro la faccia ringhiando, mentre il mio ragazzo impassibile sogghigna divertito dalla mia reazione furibonda.
    Per fortuna tocca a me. Entro continuando a fumare e a sbottare col mio ragazzo: "Ma l'hai sentito cos'ha detto? ma come si permette? ma io non lo so roba da matti...ma perchè questa gente non se ne resta a casa sua se gli fa tanto schifo bla bla.."
    Siparietti che capitano...sono felice di non essere la figlia della simpatica Madama di Ivrea!
    12 October

    IMPORTANTE: FIRMA ANCHE TU CONTRO IL LODO ALFANO!

    E' iniziata dall'11 ottobre, nelle principali piazze italiane, la raccolta firme necessaria a presentare un referendum contro il Lodo Alfano. Andare a firmare è importante perchè consente di raggiungere il numero di firme necessario alla petizione, ed è uno strumento che permette di esprimere il nostro dissenso sugli ennesimi privilegi concessi alle autorità politiche.
    NON HANNO GIA' ABBASTANZA PRIVILEGI ? uno dei primi provvedimenti del Governo è stato ovviamente a loro favore, per renderli immuni dai processi. E per il cittadino comune cosa si sta facendo ?
    Per saperne di più vai sul sito www.antoniodipietro.it e clicca su "FIRMA E FERMALI !", e cerca sulla "Mappa della Legalità" la piazza più vicina a te nella tua città.
    07 October

    erano amici

    A volte mi capita di riflettere sull'amicizia, in particolare su quanto spesso sia unilaterale e, forse, sopravvalutata. E'naturale, nella vita, prediligere alcune persone che stiano al proprio fianco per condividere il cammino complicato e tortuoso della vita. Ci si aggrappa a chi si vuol bene per non cadere, per sfogare le proprie paure, ansie, frustrazioni, ma anche solo per condividere un segreto, un pettegolezzo, una risata spensierata. L'amico racchiude semplicemente tutto questo. Poi ci sono gli amici "conoscenti" e gli amici veri, quelli con cui si scava nel profondo dell'anima e con cui ci si sente legati dal filo rosso e indissolubile dell'amicizia, come narra un'antica leggenda giapponese. Ci si può anche non vedere tutti i giorni, ma è come se certe presenze fossero costanti nella vita e ci stessero accanto come spiriti positivi, sempre pronti per un consiglio o anche solo per rassicurarci.
    A volte però capita che il filo rosso si assottigli o si sfilacci. E'un processo lento e graduale, di cui spesso non riusciamo appieno a cogliere l'essenza, a comprendere quali mutamenti abbiano avvolto quello che, fino a poco tempo prima, avresti giurato fosse un rapporto consolidato. Non passa giorno senza cui pensi a quelle persone che fino a ieri riempivano le giornate e che oggi le lasciano vuote. Vorresti tendere la mano, fare un passo in avanti, oltre il dirupo dell'indifferenza e delle incomprensioni, ma al tempo stesso hai paura di cadere nel vuoto, e che la terra si sgretoli definitivamente sotto ai tuoi piedi.
    Il colore vivace del tempo trascorso assieme si tinge di opaco e sembra quasi spegnersi. Passi il tuo tempo a interrogarti e spremere te stessa come un limone, chiedendoti di continuo cosa sia successo, cos'abbia sbagliato, se sia stata paura - oppressione- indifferenza- stanchezza il fattore che ha allontanato da te una persona che amavi. Purtroppo succede, inutile farsene delle colpe reciproche. Sarà il peso degli anni che logora la qualità di un rapporto, sarà la distanza che trasforma le relazioni in rapporti virtuali e discontinui, senza sapore. Sarà la tua stessa inquietudine, che contagia chi ti sta intorno come un morbo, perchè magari è diverso, vive la vita con un altro spirito e non ha più il tempo o la voglia da dedicare ai tuoi problemi o alle tue preoccupazioni, che ci si stanca di condividere. Bisogna farsi forza e prendere atto di tutto questo, nonostante resti in bocca un sapore amaro e dei puntini di sospensioni indefiniti, nell'incertezza di poter un giorno completare una frase a metà.