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30 January L'amicizia a paroleChe cos'è davvero quello che definiamo amicizia?
purtroppo non tutti ne hanno lo stesso concetto. 25 January Governo Prodi-The EndChe dire...ormai si sapeva, il malato terminale non aveva speranze...inutile girarci intorno era questione di giorni se non di ore data la situazione...tutti lo sapevano, tutti se l'aspettavano, eppure quando è diventato ufficiale che era caduto il governo mi è un pò dispiaciuto, mi son sentita triste. A parte ovviamente la tristezza di vedere quelli che dentro l'aula del senato stappavano bottiglie di spumante per festeggiare (ma sono italiani? ma rappresentano qualcuno? chi?) ormai c'è talmente tanto marcio nella "politica" italiana da dover assistere quotidianamente a queste farse e questi spettacolini infimi da parte di coloro che guadagnano miliardi x non fare letteralmente un cazzo (detta terra terra ma è così...). Purtroppo, anche a volerne salvare qualcuno, non se ne salva proprio nessuno, e se si va alle elezioni c'è solo l'imbarazzo della scelta per chi NON votare. Centro destra, o destra in generale, peggio del peggio del peggio, anche se purtroppo qualcosa mi dice che vincerà Silvio che si sta organizzando da due anni il suo Trono, e nessuno mi toglie dalla testa che quei dissidenti della maggioranza se li sia comprati a soldoni suonanti...coi suoi cortigiani che fino a ieri lo facevano a pezzi e già ieri invece dichiaravano che è ovvio, che Berlusconi è il leader indiscutibilmente...Fini e Casini, l'eterno secondo e l'eterno terzo...
In ogni caso la coalizione "delle libertà", che si chiami partito del popolo o casa, non è più così compatta come un tempo, quindi staremo a vedere...
Dall'altra parte le lande più desolate...Veltroni, che prima mi piaceva, poteva pure restarsene a Roma a fare il sindaco e lo scrittore, questo Partito Democratico è una farsa come ridicoli sono i vari Fassino, Rutelli e co che prima si fanno eleggere con i loro partiti e poi li cambiano e li disfano in progress come nulla fosse...invece di far votare alle primarie x scegliere il candidato potevano far votare SE qualcuno voleva questo fantomatico PD (o DC2 la vendetta?) a parte loro e i loro interessi ovviamente...io so solo che ho sempre votato DS, che anche l'ultima volta ho votato DS, un partito con la sua storia politica, i suoi ideali, i suoi programmi, e che questo partito non esiste più, me l'hanno annullato e non mi identifico più in nessuno tanto sono amareggiata...sono tutti i soliti bigotti ultras cattolici, altro che sinistra e ideali di sinistra. Bertinotti? il grande assente. Sulle riforme, sul lavoro, su tutto. Rifondazione andrebbe rifondata, come dire! tutti gli altri, dai comunisti italiani ai socialisti, hanno solo votato contro se stessi, senza mai fare qualcosa di costruttivo se non protestare x tutto, x quello ci siamo buoni tutti. Apprezzavo i Verdi Ma il buon Pecoraro è sempre più ridicolo...apprezzo Di Pietro perché è stato l'unico a opporsi a Mastella e al suo feroce e grautito attacco alla magistratura italiana...ma allora perché al Senato l'Italia dei Valori ha dato fiducia a Prodi? se la pensano in modo diametralmente opposto? vai con la coerenza come al solito...e poi come ministro delle Infrastrutture cos'ha fatto? io infrastrutture nuove in Sardegna non ne ho visto, manco l'ombra, anzi sempre peggio....I radicali...incoerenti e divisi tra loro, nonostante le idee abbastanza simili alle mie non si può andare avanti con gli scioperi della fame di quell'ottantenne di Pannella per carità!!! insomma chi rimane? ma Luxuria dov'è finito/a? prometteva grandi cambiamenti, io ho visto solo ospitate in tv per dire che è il 1 transgender in Parlamento e ok lo sappiamo ma fatti? proposte? iniziative? quali, come? solo le polemiche x i cessi? eh no, mobbasta veramente...e il programma dell'Unione? e i Pacs, poi Dico, poi aboliti? e le famose riforme, se non sono stati capaci di fare nemmeno la + importante, quella elettorale? la legge sul conflitto d'interessi? aspettavamo tornasse Berlusconi al potere ovviamente, così sì che se la fa...e i posti di lavoro? x i giovani cosa è stato fatto di concreto? niente, l'unica azione concreta è stata quella di gonfiarsi ulteriormente le tasche, aumentandosi a dismisura lo stipendio...che schifezza...e intanto noi cercando lavoro a 30 anni...
Ultima riflessione. Storace (lo odioo!) ieri fa "Oggi potrebbe essere il compleanno più bello della mia vita, se mi regalano la caduta di Prodi!"
(tralasciamo la sua dichiarazione di voto che finiva con grida fasciste contenenti parole tipo Popolo, Patria, quasi fosse la chiamata alle armi del 1940...)
Ore 21.30, a "Striscia la Notizia" fanno gli auguri di compleanno a Michelle Hunziker.
Almeno una certezza nella vita ora ce l'abbiamo: Storace e Michelle compiono gli anni lo stesso giorno!!!
Anche se non hanno le stesse gambe (peccato x lui) e lo stesso cervello (sempre peccato x lui!!!) 24 January solitudine o indipendenza?Ho in mente la conclusione di un monologo a Zelig della brava comica siciliana Teresa Mannino a proposito dei milanesi.
"Quello che noi chiamiamo solitudine, loro la chiamano INDIPENDENZA!"
Sante parole... 21 January La glaciazioneSUBSONICA-LA GLACIAZIONE-
Gelidi tramonti un tempo erano fuoco sulla terra, gelidi i tuoi occhi due orbite in un cielo senza luce. Nel tuo cuore il vento l'eclissi di una sazia e spenta civiltà. Questo vuoto esploderà, esploderà questo vuoto esploderà, esploderà questo vuoto esploderà, esploderà questo vuoto esploderà, esploderà. Muoiono le stelle, tra gli ultimi bagliori e un assordante nulla. Sò che non mi senti, noi ci riscalderemo tra i rottami ardenti. Quando il vuoto esploderà, esploderà perchè il vuoto esploderà, esploderà questo vuoto esploderà, esploderà questo vuoto esploderà, esploderà. Gelidi tramonti un tempo erano fuoco sulla terra, muoiono le stelle tra gli ultimi bagliori e un assordante nulla. 16 January Papa o non Papa? questo è il problema...Il beneamato Papa Ratzinger, invitato dal rettore all'inaugurazione dell'anno accademico della Sapienza di Roma (tema ufficiale: la pena di morte. Ora io non ricordo prese di posizione forti da parte della Chiesa su moratoria e annessi, mentre ricordo il pestare i piedi di fronte a decisioni politiche...) ha deciso di rinunciare all'invito in seguito alle contestazioni espresse da alcuni docenti (67 persone in tutto su 4000, in una lettera di protesta formale inviata al rettore) e studenti, che hanno deciso di manifestare contro questa visita non gradita attraverso una serie di eventi musicali, raduni, sfilate ecc (di bombe carta e molotov o ali agca al momento non si era parlato...). Che dire...i punti fondamentali secondo me sono questi:
1) Lo stesso "diritto di parola" che è stato secondo molti "negato" al Papa merita di essere concesso a chi, in uno stato di diritto e fondato su democrazia e libertà di parola, ha tutto il diritto di esprimere il proprio dissenso in maniera legittima e non violenta (a parte i soliti 4 facinorosi che ci sono sempre e si aggrappano a presunte fedi politiche estremiste che, a mio avviso, sono sempre da condannare).
2) Il Papa, invitato ma aspramente contestato, non aveva motivo per sospendere la visita: si è infatti dichiarato che i motivi di questa decisione non sono assolutamente "di ordina pubblico o sicurezza" (Tra guardie del corpo, guardie Vaticane, polizia di Stato, servizi segreti e quant'altro è più tutelato di Bush quando si muove...). Ciò che non è stato detto apertamente, perché rappresenta il solito calcolo prettamente politico, fatto al momento giusto e sfruttando l'onda di dibattito mediatico, indignazione dei cattolici ecc...è che si tratta di una scelta, ripeto, estremamente POLITICA. Caso strano, proprio mentre è sul vivo il dibattito sulla revisione della legge sull'aborto, più altri casi spinosi dal punto di vista etico, e togliendosi di mezzo in silenzio il Papa ha lasciato il Paese diviso e in balia delle solite dichiarazioni politiche, dello scannarsi di destra e sinistra, di laici contro credenti, fiumi e fiumi di inchiostro, dibattiti tv ecc...una scelta quantomai saggia e studiata, che servirà da arma nelle prossime decisioni legislative, quanto il Vaticano potrà trincerarsi dietro il fantomatico vittimismo e il fatto di essere stato "ostracizzato"....
3) il Papa gode di poteri assolutamente superiori a quelli di 4 contestatori, e andrebbe forse ricordato a chi parla di negazione del dialogo che questo PApa in particolare è la negazione in persona del dialogo, dal momento che si pone in condizione di superiorità non solo spirituale e quando parla non fa che lanciare messaggi negativi, cioè contro e non a favore di qualcosa. Contro la globalizzazione, contro l'aborto, contro i contraccettivi, e così via. Posizioni ferme che non sono affatto aperte al minimo spiraglio di dialogo, ma che addirittura sfociano in assurdi diktat che invadono prepotentemente la libertà di coscienza e di fede, sia spirituale che politica. Due casi su tutti, che hanno trovato la mia personale indignazione:
- L'INVITO A NON ANDARE A VOTARE, divulgato attraverso migliaia di volantini e manifesti x le strade (questo xke il Vaticano non ha poteri di parola) che nega un diritto fondamentale e irrinunciabile, che poi x noi donne è stato conquistato con fatica, su un argomento importante che riguardava soprattutto le donne e non ci si è limitati a dire di votare "no" alla legge ma, x paura, si è "consigliato" di non votare proprio per annullare il referendum, che difatti grazie a questi solerti inviti non ha raggiunto il quorum.
-LA SCOMUNICA, o minaccia di scomunica, nei confronti di varie figure, prime fra tutti quei medici che praticano l'aborto, e che nel loro lavoro sono condizionati da questa scure medievale che incombe severamente riducendo una scelta spesso fondamentale per la salute della donna o per tanti altri problemi (economici, sociali ecc...insomma, prima dici di non usare protezioni e poi se una ragazza diventa ragazza madre viene lasciata a se stessa?! ma è questa la carità cristiana che si trova nei libri e si predica?) a un puro disegno etico e, non mi stancherò di ripeterlo, politico.
Insomma, dopo tutto questo ci sarà pure la libertà di esprimere il proprio dissenso da questa figura in particolare (perché poi uno può essere anche credente, addirittura praticante, ma queste battaglie etiche si svolgono tutte sul piano terreno e legislativo...) senza essere tacciato di terrorismo, anticlericalismo e quant'altro?
impresa impossibile, visti i governanti e i giornalisti che ci ritroviamo. Io dico che il Papa può tranquillamente esprimere il proprio pensiero, come fa sempre senza troppi problemi, accettando anche le contestazioni e non solo i papa boys che lo acclamano e i salamelecchi dei potenti alla sua Corte. E se desidera legiferare in Italia pagassero tasse e Ici sulle innumerevoli proprietà terriere e feudi, invece di sparare a zero sulla povertà nel mondo... 15 January Pianura come la Val Susa?L’occupazione della discarica di Pianura da parte dei residenti nella zona, cui si assiste durante questi giorni di grande emergenza ambientale e sanitaria legata al mancato smaltimento di tonnellate di rifiuti in Campania, ricorda per certi versi la lotta contro la Tav in Val Susa, esplosa con disordini e tensioni nel corso del 2005.
Certo, si tratta di due questioni ambientali estremamente differenti fra loro per tematica e gravità, ma le immagini di protesta che i media propongono in questo periodo somigliano alle scene di agitazione, scontri con le forze dell’ordine e presidi che a Venaus e dintorni avevano suscitato, a loro tempo, apprensione e preoccupazioni in tutta Italia, dividendo il paese in favorevoli alla Tav e solidali ai ribelli. In entrambi i casi a essere protagonista è la popolazione di un determinato territorio, forte di un radicato senso di appartenenza alla propria terra, ai luoghi del vissuto quotidiano, che vede perpetrare un danno o una violenza a livello ambientale di proporzioni tali da minacciare non solo il territorio in sé ma la salute e il benessere degli abitanti stessi, con conseguenze ritenute estremamente negative nel lungo periodo.
Il problema di fondo è sempre lo stesso, ed è oggetto di studio sempre più frequente da parte dei sociologi: not in my back yard, non nel mio cortile, o si potrebbe anche dire “non nel mio orto”, lontano da me. Esiste un fatto, generalmente qualcosa che viene imposto dall’alto, dallo Stato e da chi governa piuttosto che da chi detiene un’autorità, di cui si è consapevoli e che spesso è anche ritenuto opportuno o necessario, finché però non va a ledere le libertà o la sicurezza percepita da chi quei luoghi li vive. La discarica, l’inceneritore, la ferrovia, la base militare, sono tutti strumenti presenti nelle società contemporanee, su cui si intavolano però discussioni e polemiche circa l’effettiva utilità, i vantaggi e soprattutto gli effettivi svantaggi. E di solito gli abitanti di un luogo dove si va a collocare tali siti mal tollerano o, peggio, rifiutano ciò che gli viene imposto. Una sorta di condizione d’inferiorità in cui la gente comune sente di non poter avere voce in capitolo, di non poter esprimere le proprie angosce e preoccupazioni, di essere vittima di disegni troppo spesso prettamente politici e, secondo l’opinione pubblica, di decisioni prese magari frettolosamente o superficialmente, senza le accurate verifiche circa la pericolosità di questi provvedimenti.
Nel caso della discarica di Pianura, così come per la Tav, il cittadino comune lamenta una scarsa o approssimativa valutazione d’impatto ambientale e chiede maggiori garanzie, verifiche, ispezioni di controllo. La prossimità di un’Oasi ambientale del Wwf nel territorio limitrofo alla discarica, già precedentemente chiusa e in riapertura “temporanea” limitatamente al periodo di emergenza rifiuti, implica la stessa percezione che la popolazione della Val Susa aveva delle proprie valli incontaminate, dall’aria pulita, scelte per ospitare le Olimpiadi invernali del 2006: un’intromissione ritenuta inaccettabile, senza motivazioni valide, atta a portare solo scempi ambientali e di salute. Gli errori politici e gestionali a livello locale e nazionale sono stati tanti e riconosciuti dagli stessi amministratori, nel caso dell’emergenza campana si è arrivati a un livello di sfiducia nelle istituzioni e negli organi amministrativi di difficile risoluzione, a meno di un’inversione di rotta nei mesi che verranno. Ma la gente che ha occupato fisicamente il territorio di appartenenza, come strumento ultimo di protesta e ribellione, avrebbe avuto bisogno di una figura troppo spesso assente in caso di conflitti tanto estremi tra cittadini e istituzioni, tra chi governa e chi è governato: quella del mediatore, o dei mediatori. Non portavoce delle istituzioni, che debbano persuadere o “convincere” circa la bontà dei provvedimenti da accettare, ma riferimenti totalmente esterni e terzi, che non appartengano ad alcuna fazione e siano in grado di mediare in maniera civile ed equilibrata fra i contendenti.
In Italia stanno nascendo associazioni impegnate nella mediazione dei conflitti, da quelli più piccoli fra condomini a quelli più ampi come fra italiani e immigrati. Investire su questa risorsa e sul dialogo può essere, se non una soluzione garantita, almeno uno strumento d’ascolto e di tramite per dare una voce concreta e bilanciata alle persone, in modo che le imposizioni si trasformino in discussioni che partano dalle origini dei provvedimenti e ne accompagnino tutto il percorso di evoluzione. ancora sangue a orgosolo“Mori tue puru’e manu mia, no ti perdono mai, as mortu a frade meu…” Orgosolo, gli ultimi delitti e la legge non scritta (riflessioni personali...)
Le morti violente a Orgosolo rappresentano una piaga sociale ormai in cancrena, le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Faide, vendette, omertà, tutti termini quasi abusati e logori quando utilizzati in riferimento a quella porzione di Sardegna in cui il tempo sembra essersi fermato, sospeso in un limbo arcaico di regole non scritte. Ma queste parole non possono non riproporsi all’ennesima manifestazione di violenza con cui si è chiuso il 2007 e con cui, pochi giorni dopo, si è alzato il sipario su un nuovo anno che in nulla sembra differire dai precedenti.
Più che le ormai obsolete analisi sociologiche parlano i fatti, cui non ci si può sottrarre. Il 29 dicembre il poeta e sindacalista Peppino Marotto, 82 anni, viene freddato con sei colpi di arma da fuoco alle spalle. Ucciso in pieno giorno, in pieno centro, mentre si recava in edicola come sua consuetudine. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito. Testimoni silenziosi i murales colorati che affrescano mura senza occhi e senza lingua, murales che esprimono un dolore imploso che nessuno avrà mai il coraggio di gridare apertamente. L’episodio pare quasi singolare, pur nella sua assurda e non inusuale barbarie, perché è stato imposto il silenzio a un cantore, che aveva come arma la parola, una figura quasi di saggio del paese, rispettato e apprezzato da tutti. O almeno apparentemente. Quale mistero portasse con sé, al tramonto di un’esistenza fatta di impegno continuativo sul sociale e incentrato sulle piaghe del suo paese (temi che forse l’hanno portato a scoprire qualcosa su cui doveva restare steso il manto del silenzio forzato) non è dato sapere. Difficile che le indagini proseguano regolarmente, in un clima di aperta ostilità e indifferenza, malcelata sotto i commenti formali da buon vicinato.
Ma, forse, la giustizia privata, quella di un codice vecchio di secoli e mai caduto in disuso, ha già fatto il suo corso, senza perdere tempo. All’omicidio Marotto è forse collegato il duplice assassinio avvenuto ai primi di Gennaio dei fratelli Mattana, uccisi all’ingresso del loro ovile nelle campagne di Orgosolo. Difficile non pensare ad un potenziale collegamento tra queste morti, specie per il fatto che le ultime due vittime siano state sparate in faccia, quasi a volerne cancellare i lineamenti. Un gesto estremo di odio e disprezzo che farebbe pensare alla vendetta. Al funerale dei due fratelli, dal passato piuttosto turbolento, non sono presenti i parenti stretti. Mancano la madre e gli altri fratelli, che restano silenziosamente a casa. Forse c’è la paura di sedere al fianco degli assassini? In una comunità di poche anime è probabile: vincitori e vinti, vittime e carnefici, camminano fianco a fianco. A rompere l’assordante silenzio pensa il parroco, Don Casula, che come in un anatema medievale scaglia le dure parole “Assassini pentitevi, o sarete maledetti” contro un muro di facce che cercano di non tradire alcuna espressione. E, nel corso dell’omelia, paragona Orgosolo a Locri. Due realtà profondamente diverse, ma accomunate da una scia di sangue e faide che sembra non arrestarsi mai.
All’omertà della gente si affianca un altro silenzio, di aperta indifferenza. È quello dei media nazionali, italiani. Che spargono fiumi di inchiostro, inchieste, collegamenti televisivi e approfondimenti serali sui delitti di serie A, quelli del Nord, possibilmente con immigrati di mezzo per accentuare il senso di insicurezza e disagio che colpisce l’apparente benessere di quelle regioni. Ma che quasi mai si occupa di delitti avvenuti in Sardegna, spesso taciuti o appena accennati, forse perché sono meno notiziabili, perché fanno meno audience dei delitti tra studenti o da parte di rumeni o albanesi. Una sorta di rassegnazione, che si scannino pure tra di loro, come le bestie. Almeno le faide del napoletano o della Sicilia hanno storie di mafia e camorra dietro. Più interessanti, perché poi ci si fanno le fiction in prima serata.
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